Garda

A Desenzano ristoranti nel mirino dei ladri-vandali: doppia «spaccata» per rubare pochi soldi

Ladri, foto d'archivio

Lo champagne, almeno quello, non lo hanno rubato ed è peggio per loro: gli sarebbe bastato arraffare anche una cassa di Dom Perignon e qualche bottiglia di quelle giuste per raddoppiare, o triplicare, il valore della refurtiva. Meglio così, un danno in meno fra tanta devastazione per i due ristoratori di Desenzano presi di mira in serie da una (o due) bande di ladruncoli, che lunedì notte e poi martedì sera hanno sfondato gli ingressi e fatto razzia alla pizzeria Garda e poi da Renato in Capolaterra.

La prima spaccata

Nella notte di lunedì 9 ottobre sono entrati in azione alla pizzeria Garda, insegna presente da mezzo secolo sul lungolago di Desenzano. «Mi hanno avvisato alle 6.30 del mattino gli ambulanti del mercato del martedì - racconta a Bresciaoggi il titolare, Luca Vischioni -: qualcuno durante la notte aveva scoperchiato due tombini sulla strada, utilizzando i coperchi per sfondare la porta d’ingresso del mio locale». Frantumato il vetro all’entrata e scardinata la porta principale (ma ci sono segni di scasso anche sulla porta di servizio, nel retro) i ladri hanno divelto il cassetto con il fondo cassa rubando da lì circa 400 euro in contanti, più un «tesoretto» di 300 in monetine e il vaso coi soldi delle mance: in euro fa un totale sui 1.500 circa, più un iPad, cinque palmari tascabili utilizzati per le comande, un computer e le schede del registratore di cassa. «Ladri sprovveduti, possiamo definirli dei ladruncoli - dice Vischioni con amara ironia -: c’erano in bella vista bottiglie di vino e champagne che valgono molto più di quello che hanno rubato».

La seconda spaccata

La sera dopo, martedì, toccata e fuga da Renato, dove il locale era chiuso per il turno settimanale di riposo: l’allarme è scattato costringendo i ladri ad accontentarsi dei soldi del fondo cassa, anche perché erano solo le nove di sera, i bar vicini affollati e dopo cinque minuti non c’era già più nessuno da cogliere con le mani nel sacco. Qui le telecamere hanno però inquadrato una persona, coperta con una mascherina anti-Covid Ffp2. Chissà se è sempre lo stesso. Chissà se non c’è due senza tre.

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