La storia

Andrea Franzoso, la fuga da Milano e la pace ritrovata tra le vette della Val Pusteria

Andrea Franzoso durante una presentazione del suo libro

Sui suoi canali social alterna immagini di montagna – le vette innevate di queste ultime settimane, la quercia che gli dà il buongiorno e la buonanotte – a quelle di studenti che lo accolgono con entusiasmo e speranza quando lui, Andrea Franzoso, entra nelle scuole per presentare il suo ultimo libro, Ero un bullo. La vera storia di Daniel Zaccaro (De Agostini), in classifica da 13 settimane.

 

Fuga da Milano

La montagna è l’habitat natural di questo scrittore, veneziano d’origine, dalle mille vite: capitano dei carabinieri, poi dirigente a Ferrovie Nord, da dove denunciò le “spese pazze” del presidente Norberto Achille, facendolo condannare. Infine scrittore, che un anno fa ha abbandonato Milano per la montagna, quella della Val Pusteria. «Milano offre tanto, ma toglie di più. È la città delle performance, dell'apparenza, costringe a produrre e consumare. Ho bisogno dell'essere, di silenzio, natura selvaggia, boschi, montagne, bellezza. Di una vita più autentica», racconta in una intervista al Corriere del Trentino.

 

La realizzazione di un sogno

Spiega che, invece, in Sudtirolo si è sempre sentito a casa: il trasferimento tra queste montagne ha rappresentato la realizzazione di un sogno che aveva fin da bambino, e “i nostri sogni di quando eravamo bambini vanno ascoltati, sono quelli più veri”. Della Val Pusteria, come racconta anche attraverso le immagini sui social, ama “la bellezza del paesaggio, altissima qualità della vita, ricca offerta culturale, cordialità della gente”.

Tanto che scendere in città diventa uno strappo, una sofferenza: “In pianura ritrovo un territorio degradato, edilizia orribile, smog, inquinamento”, racconta al Corriere.

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