Era un sogno, magari di quelli proibiti, quelli che finiscono nel cassetto con la scritta «impossibili» davanti. E invece quel sogno, tra poche ore, diventerà realtà. Stasera, 27 settembre, Levante sarà sul palco dell’Arena per una notte magica. Una notte che sa di conquista, di punto di svolta di una carriera intera.
Levante è un po’ quella malinconia, un po’ quella sarcastica di «Alfonso», da dove è partito tutto quanto, e un po’ quella di «Canzone d’estate». Felice sì, ma senza dimenticare mai quel gusto di che rende i suoi testi leggeri e introspettivi allo stesso tempo.
L’anniversario
Levante, e cioè Claudia Lagona, festeggerà in Arena i suoi dieci anni di carriera. Un percorso lungo, conquistato passo dopo passo.
Da «Manuale distruzione», il primo album del 2014 autoprodotto con qualche migliaia di euro fino al grande pubblico. Quel «Manuale» che conteneva, appunto, «Alfoso». Lo aveva detto anche durante l’intervista al nostro giornale: «Ancora non riesco a crederci, è difficile da realizzare. Sono luoghi», parlando dell’anfiteatro, «sacri per la musica in cui non puoi sperare di arrivare quando sei solo agli inizi». Invece è successo.
Stasera sul palco con lei ci sarà anche l’orchestra, oltre alla band. Diversi anche gli ospiti - ancora top secret - che arricchiranno il live. Sulla scaletta c’è ancora del mistero. Difficile che sia simile al resto del tour. Quello in Arena è pur sempre un appunto unico. E come tale deve essere gestito.
«Farò più canzoni possibili», ci aveva detto. Del resto condensare in una notte sola, in poco più di due ore, dieci anni non dev’essere un’impresa facile. Tutt’altro. Da sotto i riflettori, poi, potrà contare su due occhi in più ad osservarla, quelli della figlia di un anno e mezzo, Alma.
La carriera
Siciliana, Levante è nata in una famiglia dove la musica non è mai mancata. Le prime canzone strimpellate in camera sono state il via per arrivare sui palchi di tutta Italia. Ma Claudia è una che non si limita, mai. Passata da «X-factor», come giudice, ha vissuto anche l’esperienza televisiva lontana da chitarra e microfono. Due, invece, i passaggi a Sanremo.
Il primo, nel 2017, con «Tikibombom» e quello nell’ultima edizione con la splendida «Vivo». Parecchi i successi in questi dieci anni di carriera, nei cinque album che la compongono. Oltre a «Manuale distruzione», era stato «Abbi cura di te» a incoronare Levante nell’olimpo delle cantautrici italiane. È seguito, nel 2017, «Nel caos di stanze stupefacenti», e quindi, due anni più tardi, «Magmamemoria» prima di «Opera futura», album che ha seguito la partecipazione all’Ariston.
Oltre alla musica
Ma oltre alla musica c’è di più. Sono diverse le sfumature di Levante - che deve il nome al film di Pieraccioni, « Il ciclone» - in altri ambiti come autrice di libri, sfumature che si vedranno anche all’Arena, nella sua Arena.