In casa Saviatesta il tempo stringe. Entro il 15 giugno la società dovrà comunicare quale sarà l’impianto di riferimento per il prossimo anno. Le 50 ore per ora a disposizione non bastano neppure per la prima squadra. “Se non si trova una soluzione - chiosa il DG Rondelli - dobbiamo chiudere”.
In casa Saviatesta Mantova continua a tenere banco la questione impianto. Dopo che la società High Five si è aggiudicata la gestione del NeoLu in casa biancorossa è scattato l’allarme rosso.
Leggi anche Il weekend da incubo per il Saviatesta. Fuori dai playoff e senza impianto: il Neolù all'High FiveLe 50 ore che al momento sarebbero garantite al club non bastano neppure a coprire il fabbisogno della prima squadra. Senza contare tutta la parte delle giovanili e del femminile. Questo secondo il resoconto del direttore generale Cristiano Rondelli
Il problema è anche e soprattutto di tempistiche. Entro il 15 giugno il Saviatesta deve comunicare quale sarà l’impianto di riferimento per la stagione 2023-2024. Sul tavolo restano tutte le ipotesi: dal dialogo con la nuova gestione, all’utilizzo del Palasguaitzer.
Soluzioni più traumatiche sarebbero quelle della migrazione fuori provincia o addirittura la cessione del titolo sportivo.