Momenti di tensione questa mattina, 23 ottobre, a Verona, in circonvallazione Oriani davanti alle scuole Betteloni.
Attorno alle 8.30, con il traffico intenso della mattina, cinque attivisti di Ultima Generazione, che avevano compiuto un'azione simile alle porte della Bra in marzo, si sono seduti per terra bloccando il traffico e srotolando degli striscioni, denunciando l'immobilismo della politica di fronte al cambiamento climatico e alle sue conseguenze. Erano legati fra di loro.
Ma la protesta è durata poco: dopo un faccia a faccia con alcuni automobilisti infastiditi dalla situazione, alcuni di loro sono scesi dalle auto e hanno spostato di peso i manifestanti dal centro della carreggiata, lasciando ripartire la colonna di auto.
Sul posto la polizia e la polizia locale, a controllare che la situazione non degenerasse a identificare gli autori del blocco stradale, poi accompagnati in questura.
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Il comunicato di Ultima generazione
In mattinata Ultima Generazione ha diramato una nota alla stampa, in cui si spiega che i cinque manifestanti fanno parte della campagna «Fondo Riparazione».
Si legge ancora: «I cittadini aderenti alla campagna “Fondo Riparazione” trovano inaccettabile l’atteggiamento del governo italiano, operante in un paese in cui il 94% dei comuni rischia frane e alluvioni. Disinteresse per la riduzione delle emissioni climalteranti e mancanza di provvedimenti preventivi e di risarcimento continuano a connotare la linea politica del governo italiano, come dimostrano i tuttora mancanti aiuti prestati alle zone di Marche ed Emilia Romagna, colpite nei mesi scorsi da eventi climatici estremi. Per quanto riguarda la regione Veneto quest’estate un violentissimo nubifragio, preceduto da un lungo periodo di forte siccità, ha messo in ginocchio la produzione del Chianti. L’impatto sul made in Italy e sull’economia italiana è devastante».
«Il Veneto è la terra in cui sono nata, in cui ho studiato e lavorato e dove vorrei rimanere in futuro; ma è anche la prima regione in Italia per rischio climatico. Oggi, con giornate soleggiate, questo triste primato pare toccarci meno, ma ci siamo già dimenticati delle palle di ghiaccio grosse come arance venute giù dal cielo solo tre mesi fa? Le grandinate e la pioggia passano, ma i danni restano, 1 miliardo e 126 milioni di danni solo in quest'estate. Per questo vogliamo che venga istituito un fondo di riparazione preventivo di 20 miliardi, per ripagare i danni già causati dai disastri climatici e per sentirci almeno un po' più al sicuro per quelli futuri, perché ad ora, nella mia regione, non mi sento al sicuro né tutelata», le parole di Silvia, una dei manifestanti.