SUL GARDA

Dai gelati alla pizza i turisti non temono il lago più caro

Al gelato non si rinuncia. Al bar il gelato ha subito aumenti per i rincari di latte e zucchero PECORA

Tutto costa più caro, anche e a maggior ragione il «lusso» di andare in vacanza. Lo hanno rilevato le associazioni di consumatori Codacons e Assoutenti: dai trasporti al settore ricettivo al costo di una cena, passando per il prodotto estivo per eccellenza: il gelato. Prezzi in salita che non risparmiano il lago di Garda, destinazione già in fascia medio-alta, per cui ci si chiede con quale effetto sulle scelte dei turisti, soprattutto stranieri.

Aumenti al bar

«L’aumento dei prezzi è stato previsto a inizio stagione, è nell’ordine del 10-15%, spiega Giorgio Sala, presidente dell’associazione DeGustibus che riunisce gli esercenti di Bardolino, «siamo stati costretti perché è aumentato il costo di tutti i prodotti. L’unica cosa tornata alla normalità è l’energia. Non credo che i turisti scelgano altre mete per questi aumenti, tutto sommato contenuti», osserva, «al momento non abbiamo segnali di questo tipo. Ho clienti che tornano ogni anno e frequentano anche altre località: mi dicono che la Croazia è arrivata a prezzi più alti di noi. Il problema può essere la recessione che sta colpendo la Germania, situazione anomala che potrebbe spingere i tedeschi ad essere più prudenti e a rinunciare alla vacanza».

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In questo primo fine settimana di gran caldo, in realtà, il Garda sta raggiungendo il pieno di una stagione che non ha nulla da invidiare al periodo precovid e se anche mangiare un gelato costa di più, le code non mancano davanti alle gelaterie. A Lazise una pallina costa 2 euro, due 3,70, stessa cifra in alcune gelaterie di Peschiera. Un po’ più alto il prezzo a Bardolino, dove ogni pallina costa due euro: «L’aumento c’è stato lo scorso anno, da 1,70 e 2 euro, a causa del raddoppio del costo degli ingredienti di base: zucchero, latte, panna», dice Fabiano Murari della gelateria Biancaneve, «in tutta Bardolino il gelato ha lo stesso prezzo, ci siamo messi d’accordo tra colleghi».

Situazione confermata dal titolare della gelateria «L’Artigiano dei sapori» di Malcesine: «Abbiamo aumentato il gelato di 50 centesimi per l’incremento dello zucchero e del latte: la porzione piccola costa 2,50, quella media 3,70 e 4,50 la grande: tre palline».

Al gelato non si rinuncia Al bar Il gelato ha subito aumenti per i rincari di latte e zucchero FOTO PECORA (PECORAL)

In pizzeria e in spiaggia

Anche mangiare una pizza costa qualcosa di più: per una margherita il prezzo varia dai 7 ai 9 euro - a fare la differenza può essere la terrazza vista lago - mentre si moltiplicano le pizze speciali e gourmet che possono raggiungere i 17 - 18 euro. Quasi ovunque si può scegliere l’impasto con farine integrali, ai cereali, senza glutine: tutte maggiorazioni di uno o due euro. Poi ci sono i servizi di noleggio lettini e ombrelloni, sebbene sul Garda le spiagge siano in prevalenza libere.

«Da un paio d’anni subiamo a nostra volta l’aumento dei prezzi, sia dei canoni della spiaggia che della merce che noi rivendiamo», dice Maurizio Veneri del Lido Cappuccini di Peschiera, «come servizio spiaggia abbiamo aumentato lo scorso anno, ma quest’anno il prezzo è invariato: 10 euro il lettino e 5 l’ombrellone. Al bar invece abbiamo dovuto mettere mano al listino perché i prodotti sono aumentati dal 10% in su».

Sempre a Peschiera, alle spiagge BraccoBaldo Beach e Ai Pioppi due lettini con ombrellone costano 15 euro: «Abbiamo aumentato qualche anno fa perché eravamo partiti molto bassi», spiega il gestore Gianantonio Fratucello. «Nella ristorazione l’aumento è dal 6 al 10%», riferisce Paolo Artelio, presidente regionale Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), «i nostri associati sono stati bravi: hanno sì previsto aumenti per calmierare i costi delle materie prime, ma diminuendo i guadagni per stare sul mercato, con il risultato di un aumento accettabile per i nostri turisti».

E manca il personale

Quel che continua a mancare, invece, è il personale. «Siamo ancora lontani dalla normalità», aggiunge Artelio, «non abbiamo più i lavoratori che arrivano dal sud perché con il boom delle locazioni turistiche è difficilissimo trovare alloggi a prezzi abbordabili. Questo è un punto che dovremo studiare con le associazioni di categoria e le amministrazioni comunali».

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