Maggiorazione costi energetici: 3 euro. L’antipatico balzello, apparso negli ultimi tempi sui conti di alcuni ristoranti, si fa strada ora anche nella sanità privata dell’Alto Vicentino. A scoprirlo, e segnalarlo, è la thienese Claudia Cavalcante la quale, dopo una visita specialistica in un centro medico della zona, si è vista consegnare la fattura maggiorata di 3 euro. L’amara sorpresa è arrivata in realtà solo qualche giorno dopo archiviando il documento, perché al momento del pagamento nessuno l’aveva avvisata di tale addebito.
Il racconto della thienese
«La settimana scorsa ho accompagnato mia figlia in un centro medico per una visita dal nutrizionista - racconta la thienese -. La fattura per la prestazione è stata di 110 euro, a cui sono stati aggiunti i soliti 2 euro per il bollo. Sul momento non ci ho fatto caso, ma nei giorni scorsi, riprendendo in mano il documento per archiviarlo, ho notato che la fattura era in realtà di 115 euro: leggendo meglio, con mio grande stupore ho visto che erano stati aggiunti 3 euro con la specifica “maggiorazioni costi energetici”».
I costi dell'energia
Un’eccezione che in questi ultimi tempi sta diventando in realtà una prassi in diversi settori, e che mira a recuperare i rincari delle spese energetiche che stanno colpendo indistintamente cittadini, imprese, enti. Ovviamente anche il settore sanitario: i centri medici privati, al pari di quelli pubblici, essendo attivi dalla mattina alla sera, 6 giorni su 7, devono fronteggiare gli aumenti esorbitanti di luce e gas, come evidenzia Barbara Cittadini, presidente nazionale di Aiop - Associazione italiana ospedalità privata. «Le strutture hanno un consumo di energia elettrica e di gas assolutamente rilevante. Parliamo di un aumento nei costi di gestione più che triplicato, che mette a rischio la sostenibilità dei conti economici necessari per garantire l’erogazione dei servizi». Servizi preziosi, spesso erogati in convenzione con l’azienda sanitaria pubblica, che però in questo momento storico stanno diventando sempre più salati. Tanto è vero che molti medici per protesta visiteranno a lume di candela.
Il sovrapprezzo
Per far fronte al caro bolletta, il centro medico a cui si è rivolta Cavalcante ha scelto di applicare un sovrapprezzo alle prestazioni addebitandolo ai suoi clienti. «Mi spiace non essermene accorta al momento del pagamento, perché avrei di certo chiesto spiegazioni - continua Cavalcante - e invece non mi è stato detto nulla e l’ho scoperto troppo tardi. Ho cercato di capire da amici e conoscenti se fosse capitato anche a loro, ma mi è stato risposto che una maggiorazione simile era apparsa fino ad ora solo su qualche conto del ristorante o nello scontrino di alcuni negozi. Vedere il rincaro su una prestazione sanitaria fa paura». «Io non so se sia un modus operandi corretto - conclude la thienese - se sia legale applicare questo tipo di rincaro, e per questo non voglio fare il nome della struttura privata. Mi rivolgerò all’associazione consumatori per chiedere informazioni e capire se è possibile fare qualcosa, perché ritengo sia sbagliato accettare questi rincari senza dire nulla. Ci tenevo a segnalare ciò che mi è accaduto affinché le persone siano avvisate e possano fare le loro scelte. Però mi chiedo una cosa: a noi poveri cittadini che non arriviamo manco più alla fine del mese, chi ci copre la maggiorazione dei costi energetici, chi ci paga il caro bollette?».