L'intervista

Sgarbi: «Dopo questo incidente mai più la Stella dentro l'Arena»

Il sottosegretario Sgarbi: «L'installazione è un errore storico iniziato nel 1984, parlerò al prossimo soprintendente, non va più autorizzata»
Il pezzo di Stella caduto nell'anfiteatro e, a destra, Sgarbi durante un evento in Arena
Il pezzo di Stella caduto nell'anfiteatro e, a destra, Sgarbi durante un evento in Arena
Stella caduta, le immagini e l'intervista al sovraintendente Tinè (video Marchiori)

La bellezza salverà il mondo, scriveva Dostoevskij ne «L'Idiota». Il nostro patrimonio monumentale ne è l'espressione più alta, «costituisce il grande tesoro dell'Italia» e va tutelato, protetto, accudito. «Il guaio grosso, però, è che viviamo in un paradiso senza saperlo», sbotta il sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, «e non ci rendiamo conto del valore enorme di ciò che abbiamo: questa inquietante inconsapevolezza è nemica della conservazione e della cura. E così accadono disastri come quello dell'Arena».

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E' stato un incidente, professore, su cui la Procura indagherà per individuare eventuali responsabilità. La Stella viene montana e smontata ogni Natale da 38 anni.

Appunto, da troppo tempo. Fin qui è andato tutto bene ma adesso, sperando che la ferita sia curabile e che il restauro riporti l'anfiteatro alla sua integrità, è ora di finirla. Direi che per il futuro di stelle che pesano 80 tonnellate, alte quasi 100 metri, l'arena può benissimo fare a meno.

Come intende agire, nello specifico, nel suo ruolo di sottosegretario?

Parlare al prossimo Soprintendente di Verona per invitarlo ad evitare, in futuro, l'uso inopportuno dell'Arena. Si era già espresso al riguardo Tinè e mi trovo in linea con le sue valutazioni, anzi, in generale sarei ancora più conservatore. Anche se è in partenza per Padova stamattina (ieri ndr) è corso sul posto per verificare di persona l'entità del danno, testimonianza che quanto è accaduto non è una sciocchezza ed è un chiaro segnale del cambio di rotta con cui, d'ora in poi, bisognerà gestire quelle "pietre" che trasudano storia da 2mila anni.

Tradotto?

Per me, basta installazioni ingombranti e invasive. Mi confronterò con i colleghi del ministero e insieme troveremo la soluzione corretta.

Qui si apre il dibattito sull'utilizzo dell'Arena.

L'uso moderno di luoghi antichi non è vietato ma va autorizzato mettendo davanti sempre, prima di ogni altro interesse, insisto a ribadirlo, la tutela del monumento. Conservare i beni culturali è preservare il passato per il futuro. Ed è essenziale non perdere mai di vista questo diktat, perchè non possiamo permetterci di continuare a "svilire" le cose più belle che questo Paese possiede e che il mondo intero ci invidia. Detto questo, aspetto con ansia di sentire Tinè per avere esatta contezza dei danni e quindi la sicurezza, speriamo, che si possa rimediare. Quanto accaduto è la conferma che non si può giocare con le vestigia del passato.

 

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Professore, cosa vorrebbe quindi per l'Arena?

Io vorrei attività, concerti compresi, che non mettano a rischio la struttura. Vedremo ora quanto male è stato fatto a quei gradoni, ma poteva essere un oltraggio irrecuperabile. D'altronde con tutti quei bulloni e quel ferro, l'offesa e l'insulto al monumento erano prevedibili. Lavorerò a Roma per limitare l'utilizzo dell'arena alle funzioni dello spettacolo ma non a cose come questa, che non servono tra l'altro a nulla. E' un errore storico iniziato nel 1984.

Cosa intende?

Che 38 anni fa si è agito, come spesso accade, senza valutare l'opportunità dell'installazione in quel posto. Si poteva mettere altrove o pensare a qualcosa di più discreto. Questa stella è una minaccia nella pancia di un monumento che, guarda caso, vengono da tutto il mondo a visitare. Se poi mi dicono che i turisti arrivano proprio per lei, beh allora, oltre al disastro, questo è un motivo in più per toglierla: così la gente aprirà gli occhi sulla bellezza, sull'arte, sulla storia, sull'eredità culturale che non abbiamo ancora imparato a valorizzare per quello che è, senza bisogno di addobbi.

Quindi come pensa di intervenire, sottosegretario?

Solleciterò chi di dovere a non autorizzare più questa struttura ingombrante e pericolosa in un edificio che, ripeto, dimostra la sua fragilità e inadeguatezza ad ospitare simili "accessori". Credo sia la cosa più logica da fare: tutto ciò che ha effetti logoranti per la struttura, non deve più avere spazio. Occorre avere la capacità di essere noi ad adeguarci, non il contrario. La parola conservazione, insisto, che in politica rappresenta il valore di una parte, nel mondo dell'arte, dell'archeologia, dei monumenti, ha un significato positivo universale. E conservatore è colui che si occupa di ciò che la storia ci ha tramandato. Dobbiamo essere tutti conservatori..

Camilla Ferro