Il commento

La polemica nel giorno dei funerali di Ratzinger: «La sua rinuncia fu un errore»

I funerali di Benedetto

Nel giorno del funerale di Benedetto XVI in piazza san Pietro vengono allo scoperto anche i nodi del suo pontificato. Su tutti il tema della rinuncia al soglio di Pietro. È uno dei suoi fedelissimi in particolare, il cardinale australiano George Pell per anni a capo della segreteria per l’economia, a dire: “È stato il miglior teologo tra i Papi, ma la sua rinuncia fu un errore”.

 

Non si scende dalla croce 

Papa Francesco pronuncia una breve ma significativa omelia per Benedetto nella quale ricorda la sapienza, e la delicatezza che Ratzinger ha saputo elargire nel corso degli anni. Ma sullo sfondo resta il tema della rinuncia al soglio di Pietro, un errore proprio per molti cardinali a Ratzinger vicini: «Il Papa non scende dalla croce», disse Stanislaw Dziwisz, segretario di Giovanni Paolo II, commentando la rinuncia nel 2013. E oggi è Pell, proprio nel giorno del funerale di Benedetto a rimarcare come il papato a suo avviso debba essere a vita.

 

«Provai a dissuaderlo»

Anche l’ex segretario di stato Tarcisio Bertone in queste ore ha parlato della rinuncia dicendo che aveva provato «a fargli rinviare la rinuncia ma aveva deciso nella preghiera». Mentre poco tempo dopo era stato il cardinale tedesco Walter Brandmüller a dire: “La rinuncia del papa è possibile, ma è da sperare che non succeda mai più"”.

 

«La rinuncia mi sconcertò»

Nei giorni scorsi, ancora, della rinuncia ha parlato anche il cardinale Camillo Ruini, capo dei vescovi italiani fino al 2007. Nelle sue parole un po’ di amarezza: «La sua rinuncia mi sconcertò e preoccupò enormemente». Presto però mi resi conto che, con l’elezione del successore, il trauma sarebbe stato riassorbito.

 

La polemica di padre Georg

Nelle scorse ore, motivo di nuove polemiche sono state le parole che ha pronunciato anche il segretario particolare di Benedetto, Georg Gaenswein. Le decisioni prese da Papa Francesco sulla messa in latino “hanno spezzato il cuore” di Ratzinger, ha detto in una intervista al Tagespost. Una affermazione, quella dell’arcivescovo tedesco, che rischia di rendere ancora più difficile il rapporto con Francesco che non è stato privo nel passato di incomprensioni. Gaenswein, Prefetto della Casa pontificia dal 2012, era stato di fatto “sospeso” da questo incarico nel 2020. Ufficialmente per consentirgli di avere più tempo per dedicarsi al Papa emerito che cominciava a mostrare tutte le sue fragilità fisiche. Ma già allora si parlò, soprattutto sulla stampa tedesca, di un vero e proprio “congedo”. Parlando del provvedimento, il Motu Proprio “Traditionis custodes”, con il quale Papa Francesco aveva rivisto, con una stretta, le disposizioni sulla messa antica, Gaenswein commenta: «Quello è stato un punto di svolta. Credo che Papa Benedetto abbia letto questo Motu Proprio con il dolore nel cuore».

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