La richiesta

Rebellin, l'autista che l'ha ucciso ricorre in appello. «Fu un concorso di colpa»

La difesa dell'autotrasportatore tedesco che travolse e uccise il ciclista punta a uno sconto di pena.
Il ciclista Davide Rebellin, travolto e ucciso da un camion il 30 novembre 2022
Il ciclista Davide Rebellin, travolto e ucciso da un camion il 30 novembre 2022
Il ciclista Davide Rebellin, travolto e ucciso da un camion il 30 novembre 2022
Il ciclista Davide Rebellin, travolto e ucciso da un camion il 30 novembre 2022

La difesa di Wolfgang Rieke, il camionista tedesco che nell'ottobre scorso fu condannato a 4 anni di reclusione per avere travolto e ucciso il campione di ciclismo Davide Rebellin, ha depositato l'appello, alla Corte d'appello di Venezia, contro la sentenza pronunciata dal tribunale collegiale presieduto dal giudice Filippo Lagrasta.

Camionista che uccise Rebellin presenta appello contro condanna

Gli avvocati dell'autotrasportatore, i legali Enrico Ambrosetti e Andrea Nardin, con il ricorso puntano a uno sconto di pena sostenendo che l'incidente di fatto fu un concorso di colpa. Una tesi che se venisse accolta dai magistrati lagunari porterebbe a ridurre la pena della metà rispetto ai 4 anni inflitti dal tribunale berico.

L'incidente in cui perse la vita il campione di ciclismo

Il drammatico incidente in cui perse la vita Rebellin, di Lonigo, avvenne il 30 novembre 2022 a Montebello. L'urto avvenne alla rotatoria della Padana. Subito dopo Rieke si fermò in un parcheggio tornando sul luogo dell'incidente, dove rimase per circa un quarto d'ora a pochi passi dal corpo senza vita del campione. Quindi si allontanò tornando in Germania percorrendo strade secondarie per cercare di non essere individuato e quindi fermato dalle forze dell'ordine.

L'autotrasportatore di 64 anni era stato però identificato dai carabinieri, coordinati dalla procura, con il pm Hans Roderich Blattner, e arrestato al termine delle indagini. A ottobre scorso, la conclusione del processo, dopo il rigetto del patteggiamento e la condanna a 4 anni.

La motivazione della sentenza di condanna

Nel frattempo nei giorni scorsi sono arrivate anche le motivazioni della sentenza pronunciata dal tribunale collegiale. I giudici del collegio, riconoscendo la responsabilità del camionista, sostengono, in un passaggio delle motivazioni, che «laddove Rieke avesse inserito l'indicatore di direzione, si sarebbe avveduto immediatamente della presenza della bicicletta di Rebellin arrestando la propria manovra e impedendo il verificarsi del suo arrotamento».E ancora: «Tra i dispositivi di sicurezza e ausilio alla guida installati sul veicolo infatti figura una telecamera posta alla base dello specchio retrovisore sul lato passeggero che si attiva proprio all'inserimento dell'indicatore di direzione sul lato destro a sua volta collegata a uno schermo... l'attivazione della ripresa video laterale avrebbe assolutamente permesso a Rieke di vedere Rebellin poiché avrebbe acceso (usando le parole del consulente del pm ndr) "uno schermo talmente grande che tu, anche se non vuoi, anche se sei abituato, lo sguardo lo poni anche se non vuoi"».

Matteo Bernardini

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