Incredulità e dolore a Villa Bartolomea dove da ieri mattina, 17 aprile, tante persone hanno voluto stringersi alla famiglia della piccola Ludovica Burti, morta a soli dieci mesi per alcune complicanze legate alla leucemia mieloide acuta che le era stata diagnosticata lo scorso gennaio.
Molti i messaggi di affetto in ricordo della bambina che si trovava ricoverata nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Borgo Trento a Verona. Il cordoglio è passato attraverso centinaia di post sui Social rivolti direttamente alla bimba, a quel piccolo angelo che in paese tutti ricordano per il suo straordinario sorriso e la gioia di vivere.
Ma anche attraverso le tante dimostrazioni di vicinanza arrivate in queste ore a mamma Maria Elisa e a papà Ferruccio, che non lasciano un attimo il loro primogenito Lorenzo di otto anni, sconvolto dalla perdita della sorellina.
«Sentiamo tanta partecipazione» - sottolinea Maria Elisa Furia - «e questo, pur in un dolore senza fine, ci sostiene molto. Anche durante la malattia di Ludovica abbiamo avuto la comunità sempre vicina, soprattutto nella preghiera».
Una comunità che sicuramente parteciperà numerosa sia al rosario di stasera, 18 aprile, alle 20.30, nella chiesa di Carpi, sia ai funerali della piccola in programma domani alle 15, sempre nella parrocchiale della frazione.
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Ha lottato come una piccola guerriera, dando lei stessa forza ai suoi genitori. Ludovica Burti, una bellissima bambina di Villa Bartolomea vivace e dal sorriso contagioso, se ne è andata a nemmeno 10 mesi di vita proprio quando la leucemia mieloide - una malattia rarissima in età pediatrica che le era stata diagnosticata a gennaio - sembrava destinata ad essere sconfitta.
La malattia
Da qualche settimana, dopo ben tre cicli di chemioterapia e molte trasfusioni, per mamma Maria Elisa Furia, originaria di Carpi, e per papà Ferruccio, di Roncà, residenti in centro a Villa Bartolomea, si era infatti aperta la speranza che quel male terribile che all'improvviso aveva sconvolto le loro vite e quella del primogenito Lorenzo, otto anni appena compiuti, potesse essere del tutto superato grazie ad un trapianto di midollo osseo. Al reparto di Oncoematologia pediatrica dell'ospedale di Borgo Trento, dove Ludovica si trovava ricoverata dal 23 gennaio, era infatti arrivata la notizia tanto attesa da tutti ovvero che la piccola aveva una donatrice compatibile al cento per cento. Il trapianto era stato già fissato per il prossimo giugno.
Ma a spezzare il sogno di tutti, sconvolgendo perfino i medici che avevano visto la bambina rispondere bene alle cure sono state prima una complicanza al fegato e poi un'emorragia cerebrale che domenica mattina ha fermato per sempre il cuoricino di Ludovica, fino a tre mesi fa in perfetta salute.
La scoperta e il calvario
«A gennaio», racconta mamma Maria Elisa, che da allora le è stata accanto in ospedale notte e giorno, senza mai lasciarla un minuto, «mia figlia aveva avuto un po' di raffreddore, seguito da due otiti. Mi ero accorta che qualcosa non andava perciò il 21 gennaio l'abbiamo portata in Pronto Soccorso a Legnago dove siamo tornati anche il giorno dopo perché Ludovica non stava ancora bene».
Gli esami del sangue purtroppo evidenziano che l'otite non era il problema principale e che occorreva un ricovero a Oncoematologia Pediatrica a Borgo Trento. «In Pediatria a Legnago», prosegue la signora, affiancata dal marito Ferruccio, «siamo stati subito rincuorati e rassicurati dal primario Federico Zaglia che per la piccola è stato come un padre, raggiungendoci anche in ospedale a Verona durante le chemio. Una volta giunti in Oncoematologia, con i primi esami del midollo, non ci sono stati più dubbi. La diagnosi è stata terribile e fin dall'inizio sapevamo non solo che le speranze di sopravvivenza erano molto ridotte, ma che le cure sarebbero state pesanti».
Le speranze
Invece, la piccola guerriera era riuscita a stupire tutti, combattendo con una forza inaspettata quella malattia che voleva strapparla all'affetto della sua famiglia. «Il primario Simone Cesaro e tutta l'équipe sono stati eccezionali dal punto di vista professionale ed umano», sottolineano i genitori di Ludovica, «così come gli psicologi Enrico e Valentina, i tanti volontari dell'Abeo che ci sono sempre stati accanto, e l'osteopata Mattia, messo a disposizione dal reparto. Ma anche Ludovica è stata bravissima. Ha lottato sempre con il sorriso. Sorrideva a chiunque entrasse in camera e riusciva a darci un coraggio incredibile».
Situazione precipitata
«Purtroppo», proseguono i coniugi Burti, «quando tutto sembrava andare per il meglio, tanto che all'ultimo esame il midollo ha evidenziato una malattia residua nulla, il fegato della piccola ha iniziato a dare problemi. E da lì, nonostante le cure e tutti i tentativi messi in atto dai medici per salvarla, Ludovica ha iniziato a stare male».
Anche in questo momento di grande dolore, e il compito non facile di stare ancora più vicino a Lorenzo sconvolto dalla perdita della sorellina tanto desiderata, i due genitori, entrambi donatori dell'Avis di Spinimbecco, vogliono ribadire con forza quello in cui hanno sempre creduto ed ora toccato con mano. «La donazione di sangue, come quella di plasma e di midollo osseo», rimarcano, «sono un gesto importantissimo per i malati. La stessa Ludovica ha potuto proseguire bene le cure proprio grazie alle trasfusioni e se non fossero insorte complicanze avrebbe potuto vivere grazie al trapianto».
I funerali di Ludovica si svolgeranno domani, alle 15, nella chiesa di Carpi dove stasera (18 aprile), alle 20.30 sarà recitato il rosario. Le offerte raccolte durante le esequie saranno donate all'Abeo di Verona.