L'estate non è ancora finita, ma è già fra le più tragiche per il numero di annegati. Da maggio ad oggi si contano in Italia 20 morti. Troppo numerose, anche nel Veronese, le persone inghiottite dalle acque del lago, o rimaste vittime di incidenti in piscina.
A queste vanno aggiunti un incidente in moto d’acqua (a perdere la vita a Punta Grò, nella notte di Ferragosto, dopo essere finito contro gli scogli è stato Francesco Zanetti, 32enne originario di Sona, nel Veronese) e un suicidio.
Il Garda, sotto questo aspetto, sta mostrando un livello di pericolosità senza precedenti: dall'inizio dell’estate nelle sue acque sono affogati in cinque. Il 24 giugno Alessio Manfredini, 24enne di Brescello, al lido Jamaica di Sirmione è morto sotto gli occhi del fratello e di un amico.
Un uomo di 53 anni originario dello Ski Lanka, residente nel Veronese, è deceduto sulla spiaggia di Porto Brenzone il 12 agosto: mentre stava facendo il bagno si è sentito male e, una volta soccorso e portato a riva, il suo cuore ha cessato di battere.
Inizio di settembre drammatico
Sul Garda settembre è iniziato con un doppio annegamento. Domenica 3 settembre, sulla sponda veronese, a Brenzone ha trovato la morte un sub altoatesino di 39 anni, recuperato ormai senza vita a 65 metri di profondità, mentre a Punta San Vigilio un 27enne senegalese residente a Isorella, dopo essersi tuffato direttamente da una barca di minicrociere, non è più riemerso. Il suo corpo è stato recuperato dopo 7 ore di ricerche.
Il tragico episodio è avvenuto non molto distante dalla spiaggia pubblica del Corno, a Garda, dove il 18 agosto era morta Anna Lorenzi, 20 anni di Borgo Nuovo, annegata mentre cercava di aiutare il fratellino di 14 anni in difficoltà mentre si trovava su un materassino.
Shock termico: prima causa di annegamento
La principale causa degli annegamenti in laghi e fiumi, secondo Fulvio Ferrara, esporto dell'Osservatorio nazionale annegamenti, è la bassa temperatura dell'acqua, fino a 10 gradi centigradi in meno rispetto a quella del mare.
«Gli shock termici - spiega il ricercatore dell'Istituto superiore di sanità - sono frequenti e spesso mortali. Inevitabilmente lo sbalzo di temperatura provoca una perdita di coscienza per mancanza di sangue che arriva al cervello. Quindi la persona sviene e inala acqua».
Morti in piscina
Un «annus horribilis» aperto da una tragedia avvenuta invece nella piscina di un residence di Lazise, dove a metà giugno era annegato un piccolo angioletto biondo: Tobias Johannes, di soli tre anni. Era in vacanza con i genitori, ai quali il piccolo era sfuggito solo per pochi attimi. Nei quali il destino, spietato, ha fatto il suo tremendo corso.