La Procura di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per Carlo Mosca, l’ex medico del pronto soccorso di Mantova arrestato con l’accusa di avere ucciso due pazienti covid quando era primario reggente del reparto di Montichiari.
Sarà esaminata il 17 settembre prossimo la richiesta di rinvio a giudizio che la Procura di Brescia ha presentato per Carlo Mosca, ex medico del pronto soccorso di Mantova ed ex primario reggente del dipartimento di emergenza urgenza del pronto soccorso di Montichiari, arrestato lo scorso gennaio con l’accusa di duplice omicidio pluriaggravato e falsificazione delle cartelle cliniche. Da allora Mosca, 48 anni, cremonese di origine, si trova ai domiciliari nel mantovano dopo che gip, riesame e cassazione hanno bocciato le istanze di annullamento del regime di custodia cautelare. Nel frattempo è stato sospeso dall’ordine dei medici di Brescia.
Stando a quanto ipotizzato dagli inquirenti avrebbe somministrato nell’ospedale di Montichiari volutamente due farmaci ad altrettanti pazienti, di 61 e 79 anni, deceduti nel marzo 2020 in piena ondata covid. I preparati sarebbero letali se non somministrati contestualmente all’intubazione che ai due non era stata praticata. A far partire le indagini era stata la denuncia di un infermiere. Agli atti della procura sono anche chat tra il personale che assisteva il medico nelle quali si commenterebbero le pratiche disininvolte e il desiderio di liberare posti letto. Mosca, dal canto suo, si è sempre proclamato innocente, e all’oscuro della somministrazione dei farmaci. Le autopsie avevano rilevato la presenza di solo una delle sostanze incriminate.