legge ordinamentale

Fusioni dei comuni, rivoluzione in Regione Lombardia

Passa la legge ordinamentale: quorum al 25% e conferma dei rimborsi anche in caso di esito sfavorevole. Limite di 7 anni tra una consultazione e l'altra. Cappellari (Lega): "Novità opportune"

E' stato approvato il provvedimento omnibus con modifiche normative per tagliare i tempi della burocrazia, tutelare l’ambiente e sviluppare il turismo: ecotassa, assegnazione alloggi popolari, imprese agricole, spese referendarie comunali e miniere dismesse i settori interessati. Nelle pieghe del documento anche la rivoluzione per le fusioni tra i comuni.

“In questa seconda legge - spiega Alessandra Cappellari, consigliere regionale quota Lega e presidente della Commissione Affari Istituzionali - sono state apportate nuove modifiche in ambito istituzionale, economico, territoriale e sociale. Importante è l’aggiornamento della legge regionale 29/2006 in materia di circoscrizioni comunali e provinciali. Infatti, gli emendamenti approvati prevedono l’introduzione del quorum del 25% per i referendum consultivi comunali per le fusioni dei Comuni e la modifica delle circoscrizioni”.
“Resta invariata la disciplina del rimborso delle spese referendarie comunali che saranno rimborsate a favore dei Comuni interessati anche laddove l’esito dello stesso referendum non sia favorevole. Importante infine la previsione secondo la quale la medesima iniziativa legislativa non potrà  essere riproposta dai Comuni prima che siano trascorsi 7 anni dalla precedente”.

"Una novità opportuna", dice Cappellari, . "Considerato che sino ad ora le fusioni andate in porto hanno tutte avuto adesione superiore al 40%"

Alessandra Cappellari, consigliere regionale Lega

Il dettaglio. Cosa prevede la modifica alla legge ordinamentale di Regione Lombardia

Tagli ai tempi della burocrazia, tutela ambientale, vicinanza ai territori e sviluppo del turismo: sono questi i principali temi contenuti nella seconda legge di revisione normativa ordinamentale del 2022 (PDL 241), il provvedimento omnibus che è stato approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 29 novembre a maggioranza (39 favorevoli, 19 contrari e 2 astenuti).

Sburocratizzazione delle procedure

Uno degli ambiti della legge, composta complessivamente da 15 articoli, è la sburocratizzazione e il taglio dei tempi dei procedimenti perché, come sottolinea Massardi, “meno burocrazia significa più risorse per i territori. Pratiche certe e veloci, riduzione dei tempi di attesa e, in definitiva, una pubblica amministrazione efficiente e trasparente possono dare una mano a imprese e famiglie, soprattutto in un momento di crisi e difficoltà”.

La prima modifica prevede che la designazione del Rappresentante Unico della Regione (RUR) in conferenza dei servizi possa avvenire attraverso un atto “interno” del Direttore di Struttura e non più con un decreto del Segretario generale della Presidenza della Giunta regionale (art. 1 – modifiche all’art. 13 della L.R. 1/2012).

L'avanzamento del programma di sviluppo

Un’altra modifica normativa che va nella direzione di uno snellimento delle pratiche riguarda la predisposizione di un unico documento, la relazione annuale sull’avanzamento del Programma Regionale di Sviluppo (PRS), con cui la Giunta approva e trasmette al Consiglio regionale entro il 30 giugno di ogni anno la Relazione sulla Performance e il Piano dei risultati (art. 2 – sostituzione dell’art. 77bis della L.R. 34/1978).

L’innovazione nelle procedure comporta anche vantaggi per le imprese, come dimostra l’istituzione del “Registro unico regionale dei controlli in agricoltura e nel settore agroalimentare” (RUCA). Uno strumento che punta a rendere più efficiente il sistema dei controlli eliminando la “duplicazione” dell’attività di ispezione e accertamento. Ciò comporta una riduzione dei costi burocratici a carico delle imprese agricole e, di conseguenza, minori costi per le stesse.

La “nuova” normativa intende, inoltre, dare ai territori la possibilità di una maggiore autonomia strategica e decisionale, permettendo ai Comuni di regolamentare il transito dei mezzi agricoli non solo sulle strade agro- pastorali e su sentieri e mulattiere. Infine, un’attenzione particolare è rivolta alla possibilità istituire zone di protezione e ripopolamento ittico naturale e zone di tutela ittica (Art. 6 – modifiche agli artt. 4Ter, 59 e 139 della L.R. 31/2008).

I gestori degli impianti di recupero potranno presentare l’autocertificazione che attesta il possesso dei requisiti per ottenere lo “sconto” dell’ecotassa (il tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi) una volta l’anno e non più ogni tre mesi. Pertanto, i gestori potranno inviare a Regione Lombardia una sola autocertificazione annuale invece delle quattro trimestrali previste in precedenza. Ciò comporta un vantaggio sia per i privati, che potranno gestire una procedura burocratica più snella, sia per gli uffici regionali che potranno ridurre l’attività istruttoria (Art. 4 – modifica dell’art. 53 della L.R. 10/2003).

Aggiornamenti sulle valutazioni di impatto ambientale

Altre modifiche riguardano le Valutazioni di impatto ambientale (VIA). Sulle variazioni, estensioni e adeguamenti tecnici di progetti già autorizzati e per i quali sono già state fatte valutazioni ambientali, si esprimerà la stessa Autorità che ha effettuato le precedenti VIA per evitare l’intervento di autorità differenti sulle medesime opere. Ciò per contenere un aumento dei tempi delle procedure di autorizzazione.

Inoltre, nel caso di “grandi eventi” si prevede che la VIA possa essere assunta con deliberazione della Giunta regionale attraverso una valutazione che comprenda la tutela dell’ambiente, il governo del territorio e lo sviluppo economico, ovviamente dopo la necessaria attività tecnico-istruttoria svolta dagli uffici regionali. Infine, le nuove disposizioni normative individuano come unica fase dell’iter di autorizzazione il “Provvedimento autorizzatorio unico regionale” (PAUR) che contiene tutti gli elementi tecnici necessari per la redazione dello “Studio di Impatto Ambientale”.

La vicinanza di Regione e gli enti locali

Un altro obiettivo delle modifiche previste dalla legge di revisione normativa ordinamentale è dare un segnale di vicinanza ai territori e agli Enti locali.

Va in questa direzione la modifica relativa al rimborso regionale delle spese per i referendum comunali. In base alla nuova disposizione normativa non saranno più necessarie le deliberazioni dei Consigli comunali ai fini della presentazione della richiesta di rimborso, ma occorrerà – qualora l’esito referendario non sia favorevole alla fusione o al mutamento territoriale o di denominazione del Comune o qualora il presidente della Giunta non dia seguito alla richiesta del Consiglio comunale di avvio dell’iniziativa legislativa – solo una attestazione da parte del Sindaco del Comune interessato.

Il provvedimento prevede l’introduzione del quorum del 25% per i referendum consultivi comunali e regionale, considerando che l’affluenza media a queste consultazioni referendarie è del 45%. L’articolo, infine, introduce la condizione secondo cui la richiesta di iniziativa legislativa non può essere riformulata dai Comuni prima che siano trascorsi sette anni dalla precedente consultazione referendaria con esito negativo.

Le novità nella gestione degli alloggi sociali

Un altro strumento per garantire ai Comuni procedure più veloci e tempestive su un tema delicato come quello dell’emergenza abitativa è la modifica normativa che garantisce una maggiore flessibilità nella gestione degli alloggi sociali.

La nuova norma intende porre rimedio a situazioni incoerenti che si possono verificare tra la presentazione della domanda e la successiva assegnazione degli appartamenti. Se in questo periodo si dovessero verificare variazioni nella composizione del nucleo familiare a causa di nascite, morti o provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, l’ente gestore potrà procedere direttamente all’assegnazione di una unità abitativa disponibile corrispondente alla nuova composizione familiare.

La nuova formulazione della norma prevede, inoltre, la possibilità di ampliare la possibilità di subentro nell’assegnazione – attualmente limitata alle ipotesi di decesso dell’assegnatario – anche ai casi di uscita volontaria dello stesso assegnatario dal nucleo familiare. Infine, la normativa interviene a sanare quelle situazioni in cui il familiare convivente non ha potuto esercitare il diritto di subentro per mancanza del requisito della convivenza continuativa con l’assegnatario o dell’autorizzazione all’ampliamento da almeno dodici mesi. Si tratta di circa un migliaio di famiglie dell’ALER Milano e, nel complesso 1.500 su tutta la regione, compresi anche gli inquilini di immobili comunali. Pertanto, gli enti proprietari potranno procedere – su istanza di parte da presentare entro il 31 dicembre 2023 – al riesame della posizione dei componenti dei famigliari dell’assegnatario, deceduto o uscito volontariamente dall’alloggio.

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