Ha più di cinquecento anni, è diffuso soprattutto in Italia (ma anche in Portogallo e, in misura minore, Spagna, Grecia e Albania) e all'estero è visto con un misto di imbarazzo e perplessità, anche se la tecnologia potrebbe portare a una nuova rivoluzione. Parliamo del bidet, il sanitario da bagno più particolare e controverso, che si arricchisce di tantissime funzioni smart, come visto anche all'ultimo Salone del Mobile di Milano.
L'evoluzione del bidet
Per noi italiani non ci sono dubbi: il bagno è completo solo con una coppia di sanitari, e quindi con il wc accompagnato dal fido bidet, quasi sempre montato a lato. Possono cambiare le forme, i materiali e addirittura le colorazioni (oltre al bianco ceramica standard, oggi ci sono anche il nero, il borgogna o il nocciola, tra le varie tinte), e sui siti dei principali player del settore arredobagno e sanitari, come ad esempio quello di Iperceramica, ne abbiamo tantissimi esempi concreti. Una cosa è certa: il bidet va previsto e installato!
Come dicevamo, non è solo la nota catena italiana a ricordarci questo dogma, ma anche le ultime tendenze del settore presentate in occasione dell'ultimo Salone del Mobile di Milano, in cui hanno fatto bella mostra di sé le più importanti novità legate proprio al miglioramento del comfort e del relax nell'area bagno.
Oltre a essere sempre più curati nella forma, la nuova generazione di vasi e bidet è improntata alla sostenibilità, grazie all'uso di materiali in gran parte riciclabili e progettati per il risparmio idrico, integrando dispositivi che riducono i consumi d’acqua.
La tecnologia come leva per la diffusione all'estero
Chi ha fatto un po' di viaggi all'estero sa bene che il bidet spesso non è una opzione contemplata nei bagni di stanze di albergo e appartamenti stranieri, per motivi storici e per certi versi culturali, ma di recente sembra che qualcosa possa cambiare, perché molti produttori hanno iniziato a puntare sulla realizzazione di modelli tecnologici di bidet, soprattutto negli Stati Uniti (e, come sappiamo, ciò che è di tendenza negli States finisce spesso per diventare di moda ovunque).
Più che del classico bidet all'italiana, ciò che sta conquistando gli americani (e già prima i giapponesi) si chiama più precisamente washlet, dispositivo che permette di integrare un sistema di lavaggio alla tavoletta del bagno, realizzando quindi un sanitario completo che permette di eseguire tutte le operazioni di igiene personale in maniera rapida ed efficace.
In particolare, sul mercato americano ci sono tanti modelli di bidet, con costi che possono variare da meno di 50 dollari a oltre 500 in base alle caratteristiche, e in particolare alla tipologia di alimentazione: i bidet manuali sono più economici e facili da installare, perché si posizionano sulla tavoletta del water e permettono il lavaggio grazie a un tubo di collegamento alla rete di acqua pulita. Molto più funzionali sono però i bidet elettrici, che presentano feature quali doppi ugelli (per facilitare l'igiene a uomini e donne), regolazione della temperatura dell'acqua, flusso d'aria per asciugarsi e altro ancora!
La storia del bidet (e perché non si trovano in USA)
Ne ha fatta quindi di strada questo accessorio dal Settecento a oggi! Nella sua prima forma certa, il bidet appare nel 1710 nell'abitazione della famiglia reale francese grazie all'installazione di Christophe Des Rosiers, mentre risale al 1726 la prima menzione storica ufficiale, sempre in Francia. Anche la parola deriva dal francese, dove indicava una specie particolare di pony, probabilmente in riferimento alla posizione che bisognava assumere per usufruire dell'accessorio (che ricorda un po' una cavalcata).
Dopo essere stato per anni (o secoli) un lusso per l'aristocrazia e le classi superiori (che spesso non brillavano per igiene, come raccontano gli storici), il bidet ha poi travalicato i ceti sociali grazie innanzitutto alla creazione degli impianti idraulici domestici, che hanno anche permesso di spostare il sanitario dalla stanza da letto al vero e proprio bagno, sua collocazione finale.
Tuttavia, in questo processo di "democratizzazione", il bidet ha finito per diventare di successo anche presso le case di tolleranza di un tempo, dove le prostitute lo utilizzavano in seguito ai rapporti con i clienti. E proprio in questi bordelli, nel Dopoguerra, i soldati americani avrebbero visto per la prima volta i bidet - stando alle tesi più gettonate - e questo ha contribuito alla nascita di un forte pregiudizio verso l'apparecchio, corroborato anche da vere e proprie campagne denigratorie che lo definivano anti-igienico e pericoloso.