L’aforista Fabrizio Caramagna descrive in questo modo la casa, in quanto unità abitativa: “La felicità delle scale. La riservatezza delle porte. L’ostinazione dei tetti. La meraviglia delle finestre.”
La scelta della parola ostinazione a proposito dei tetti è particolarmente pertinente, dal momento che si tratta di una componente solida e che funge, stabilmente, da copertura.
Sopra un tetto non c’è altro che il cielo, onde per cui rappresenta uno spazio che potremmo definire inviolabile, risultando di per sé non utilizzato saltuariamente.
Un vero peccato poiché – e chi possiede un capannone lo sa bene – non tutti i metri quadrati hanno lo stesso peso sul bilancio. Alcuni producono, altri si limitano ad esserci, come avviene nella maggior parte di casi proprio per il tetto.
Eppure, oggi esiste un modo concreto e dunque realizzabile per trasformare questa parte dell’immobile in una fonte di reddito stabile e pulita. Ci riferiamo all’affitto tetto per fotovoltaico, una formula sempre più apprezzata da parte delle imprese. Consente infatti di valorizzare uno spazio inutilizzato, a fronte di un minore impatto sull’ambiente.
Il tutto senza investimenti iniziali né oneri di alcun tipo, inclusi quelli gestionali. Vediamo insieme di cosa si tratta e perché può risultare conveniente per chi ha un capannone.
Il tetto in edilizia: una panoramica delle caratteristiche
Ma cos’è il tetto, in edilizia? Parliamo di una vera e propria struttura portante, la cui funzione primaria è quella di tutelare l’edificio – fungendo da copertura – dagli agenti atmosferici provenienti dall’interno e dalla potenziale intrusione di qualsiasi altro elemento.
Esistono diverse tipologie di tetto, a seconda dei materiali, tecnologie e soluzioni di volta in volta utilizzate. Può essere a falde, piano, ventilato oppure non ventilato.
Tra i materiali più validi per conseguire una protezione ottimale degli ambienti interni si annoverano il cemento armato, il legno e, nel caso del manto di copertura (la zona visibile) prodotti plastici e metallici, laterizi e pietra.
Nel caso dei capannoni industriali o artigianali, il tetto è solitamente piano o leggermente inclinato, presentando una superficie estesa e regolare.
Questi ultimi due fattori lo rendono particolarmente compatibile con l’installazione degli impianti fotovoltaici (e si rivelano quindi cruciali in tal senso). Inoltre, trattandosi di aree non utilizzate a fini operativi non si crea alcuna interferenza con la normale attività produttiva.
Quando è possibile utilizzare il tetto del capannone per installare un impianto fotovoltaico?
Proponiamo di seguito un elenco dei principali requisiti che deve ottemperare un tetto affinché possa venire effettuata l'installazione di un impianto fotovoltaico. Ecco di quali si tratta:
- la superficie minima è di 3000 mq liberi da ingombri e ostacoli;
- l'esposizione deve essere proficua al reperimento dei raggi del sole, assicurando un’erogazione energetica per l'intera durata dell'anno;
- il tetto deve essere stabile dal punto di vista strutturale e dunque in buone condizioni per riuscire a sostenere il peso dell'impianto;
- non devono esserci vincoli né ambientali né urbanistici per poter procedere alla posa senza alcuna difficoltà nel momento in cui si richiedono le debite autorizzazioni.
Infine, l'immobile deve essere situato a breve distanza da una cabina di media tensione così da facilitare la connessione alla rete.
Se i requisiti ci sono tutti allora è il caso di valutare seriamente questa opportunità poiché rappresenta una delle modalità più smart e proficue per generare valore da uno spazio che, di prassi, rimane inutilizzato, sfruttando così il suo potenziale inespresso.