Chi prende il treno nel nord Italia, prima o poi, passa da Milano Centrale. Seconda stazione italiana per volume di traffico, con ventiquattro binari tronchi e oltre 260mila persone che la attraversano ogni giorno, secondo il dato diffuso a giugno da Grandi Stazioni Retail, la stazione di piazza Duca d'Aosta funziona da snodo per un bacino che va ben oltre i confini del capoluogo lombardo. Ci si intrecciano due linee della metropolitana, il Passante ferroviario che corre a poca distanza, i terminal di diverse linee di bus e tram urbani e le navette dirette agli aeroporti.
È proprio questa centralità ad aver reso necessario un intervento sugli spazi interni. Da giugno la stazione è interessata da un piano di riqualificazione che rappresenta l'operazione più rilevante degli ultimi vent'anni e che si concluderà nel 2027.
Un piano da oltre 20 milioni con chiusura nel 2027
Il progetto è stato presentato il 16 giugno da Grandi Stazioni Retail insieme a FS Sistemi Urbani. Vale oltre 20 milioni di euro e interessa il piano terra e il piano mezzanino dell'edificio, cioè i livelli che il viaggiatore attraversa prima di arrivare ai binari. I lavori sono già partiti e la conclusione è prevista entro giugno 2027, con una suddivisione in fasi pensata per non interrompere il funzionamento della stazione durante il cantiere.
A firmare l'intervento è lo studio milanese Park, selezionato attraverso un concorso promosso da Grandi Stazioni Retail. Per trovare un'operazione di portata paragonabile bisogna risalire alla ristrutturazione conclusa nel 2008, il che rende questo piano il capitolo più consistente della storia recente dell'edificio. La presentazione è caduta in un anno simbolico, quello del centoventesimo anniversario dalla posa della prima pietra della stazione progettata da Ulisse Stacchini, avvenuta nel 1906.
La scelta di concentrarsi sui due livelli inferiori non è casuale. È lì che si gioca la parte più delicata del passaggio in stazione, quella in cui il viaggiatore deve orientarsi, capire dove andare e raggiungere il binario nel tempo che ha a disposizione. Ed è lì che negli anni si sono stratificate funzioni diverse, dal commercio ai servizi ai viaggiatori, che oggi convivono in spazi pensati per un traffico differente da quello attuale.
Biglietterie, illuminazione e percorsi: cosa cambia dentro la stazione
L'intervento più rilevante riguarda le biglietterie, che tornano nel Salone Storico, restituendo a quello spazio una funzione che aveva perso nel tempo. Insieme arriva un nuovo sistema di illuminazione, chiamato a lavorare su ambienti dalle altezze monumentali e dalle finiture storiche, dove la luce incide sia sulla leggibilità dei percorsi sia sulla percezione dell'architettura.
Per quanto riguarda i collegamenti verticali, i tappeti mobili saranno sostituiti da scale mobili di ultima generazione, più efficienti e meno ingombranti dei sistemi attuali. Il guadagno è doppio: da un lato si riduce lo spazio occupato dagli impianti, dall'altro si accorciano i tempi di trasferimento tra un livello e l'altro. In una stazione che si sviluppa su tre piani principali, la differenza si misura in minuti effettivi.
Alla sostituzione degli impianti si accompagna una revisione dei percorsi, pensata per rendere più diretto e più leggibile il tragitto verso i ventiquattro binari. Il tema, in un edificio di queste dimensioni, riguarda l'orientamento prima ancora della velocità: sapere dove andare senza doverlo cercare è ciò che permette di calibrare il margine di tempo prima della partenza. L'obiettivo dichiarato è aumentare la permeabilità tra i diversi livelli, oggi collegati in modo meno immediato di quanto la mole di passaggi richiederebbe.
Anche il parcheggio nei pressi della stazione risulta più smart
Mentre nei prossimi mesi la stazione promette di migliorare al proprio interno, c'è una tendenza già osservabile che riguarda invece il modo di raggiungerla. La ricerca di un posto auto nelle vicinanze è stata infatti ottimizzata dalla diffusione dei portali specializzati, che hanno reso l'operazione del tutto pianificabile prima di mettersi in viaggio invece che una volta arrivati in zona.
Per esempio, è possibile passare in rassegna i migliori parcheggi alla stazione di Milano secondo MyParking, che permette una valutazione accurata grazie a schede dettagliate, appositi filtri di ricerca e una mappa.
Le strutture convenzionate con MyParking nei pressi della zona sono numerose, con la possibilità di scegliere anche tra posteggi coperti e strutture che mettono a disposizione il servizio Tieni tu le chiavi, se c’è la necessità che il proprio veicolo non venga mai movimentato durante il periodo della sosta.
Una stazione pronta a intercettare più traffico
Gli obiettivi dichiarati dai promotori vanno in due direzioni. La prima è rispondere alla crescita dei flussi di viaggiatori, aumentati in modo consistente con l'affermazione dell'alta velocità. La seconda guarda alla funzione stessa dell'edificio, con l'idea di trattare le stazioni come spazi integrati nel tessuto cittadino invece che come luoghi di solo transito, capaci quindi di generare valore per chi ci vive attorno e non soltanto per chi ci passa.
Su questo si può aggiungere una considerazione. Una stazione che si attraversa più in fretta riesce a smaltire più persone a parità di binari, perché il collo di bottiglia di uno scalo di testa raramente sta nei treni e quasi sempre nei tempi di deflusso a terra. Vista così, la riqualificazione non insegue soltanto i numeri di oggi: prepara il terreno a quelli che arriveranno con l'ampliamento della rete ad alta velocità, compresi i collegamenti transfrontalieri su cui il sistema ferroviario italiano sta lavorando.
C'è poi un effetto meno immediato. Più un nodo risulta rapido da attraversare e semplice da decifrare, più diventa ragionevole raggiungerlo anche da lontano per salire su un treno che dalla propria città non parte. Un intervento sugli spazi interni finisce così per allargare il raggio di attrazione della stazione, e a beneficiarne è soprattutto chi ci mette piede poche volte l'anno e non ne conosce a memoria i percorsi.