Sul monte Grappa

Per la prima volta in Italia usati proiettili di gomma per allontanare i lupi

Proiettili di gomma per allontanare i lupi troppo “confidenti”. Il mezzo di dissuasione per gli esemplari che si avvicinano a case, allevamenti e alpeggi è stato utilizzato per la prima volta in Italia sul Monte Grappa, dove ad agosto il gruppo di intervento costituito da personale formato delle polizie provinciali di Belluno e di Vicenza ha sparato dei proiettili di gomma contro il lupo “Sirio”, che da settimane si avvicinava a un gregge e ai pastori che lo accudiva. Il risultato è stato migliore di quanto le istituzioni sperassero. Infatti dopo l’intervento il lupo si è allontanato di quasi 20 km dal gregge, garantendo la sicurezza degli animali e dei pastori.
A far scattare il sistema di dissuasione è stata la segnalazione del pastore: uno o più lupi gironzolavano intorno al gregge e si avvicinavano sempre più. Il branco, individuato grazie al radiocollare indossato dal maschio alfa “Sirio”, tra il 25 maggio e il 4 luglio ha girato attorno al gregge 18 volte e i metodi di dissuasione acustica e luminosa fatti scattare dal sistema di “virtual fence” collegato al radiocollare ha via via perso di efficacia, tanto che un lupo si è portato a dieci metri dal campo del pastore senza mostrare particolare paura delle persone, dei cani e delle grida per farlo scappare via.
È così che la Regione, in coordinamento con il gruppo di lavoro dell’Università di Sassari, ha inviato al Ministero della transizione ecologica e all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale una documentata richiesta di intervento di dissuasione mediante l’uso di proiettili di gomma. Una volta ottenuta l’autorizzazione, a seguito di parere favorevole dell’Ispra, la Regione ha così dato il via libera al gruppo di intervento. 
«Siamo stati fortunati – commenta il comandante della polizia provinciale di Vicenza, Claudio Meggiolaro – perché già la prima sera, alle 22.18 del 19 agosto, Sirio è stato subito avvistato e gli agenti sono riusciti a colpirlo da circa 25 metri di distanza a una coscia con due proiettili di gomma. L’operazione è riuscita grazie alla preparazione e al supporto dato dal gruppo di studio regionale e dell’Università di Sassari. Non è detto ovviamente che sia la soluzione per tutti i casi, però in questo episodio i risultati sono stati positivi, tanto che gli agenti di Belluno e Vicenza sono rimasti sul posto per settimane e il lupo non si è più fatto vedere se non in un un’unica occasione, ma tenendosi lontano».
Grazie al collare gps e ai sensori di prossimità installati vicino alle malghe è stato possibile, per la prima volta in assoluto, monitorare anche l’effetto di questo tipo di dissuasione. Da un confronto tra le attività nelle due settimane precedenti l’intervento e quelle successive, il lupo ha ricondotto le sue attenzioni alimentari verso gli ungulati selvatici, passando da un “kill rate” di 0,19 selvatici/giorno prima della dissuasione a 0,36 /giorno. Nello stesso periodo di tempo il tasso di predazione su animali domestici è diminuito del 70 per cento.
«Già nel 2018 era stata fatta una richiesta di utilizzo di proiettili di gomma, completamente innocui per l’animale, per un lupo “confidente” sull’Altopiano – illustra Emanuele Pernechele, responsabile del distaccamento regionale che si occupa dei grandi predatori istituito all’Unione montana altopianese – però in quel caso, nonostante il parere positivo di Ispra, il Ministero non lo consentì. Con i dati raccolti da questa prova sperimentale, una volta analizzati, l’auspicio è che la dissuasione mediante proiettili di gomma possa essere presa in considerazione quale mezzo utile per difendere il bestiame e anche per ridurre i conflitti uomo–lupo nei casi di lupi confidenti».

 

Gerardo Rigoni