La stessa montagna che tanto amavano e sulla quale sognavano di passare il loro futuro, attraverso l'acquisto di un rifugio che avrebbero voluto far diventare la loro attività, ha spezzato le vite di Emanuela Piran, bassanese, e del compagno Gianmarco Gallina, originario di Montebelluna (Treviso). La coppia risulta tuttora dispersa. Da qualche tempo viveva a Casella d'Asolo, nel trevigiano, e accarezzava l'idea di fare della montagna, e della Marmolada in particolare, la prossima meta di vita. Sportivi appassionati, Emanuela e Gianmarco, come anche raccontato dal padre di lei, Gianni Piran, da tempo parlavano di acquistare la "Capanna Ghiacciaio" un rifugio in quota, che avrebbero voluto gestire per vivere davvero la montagna ogni giorno dell'anno. E infatti, non appena aveva un momento libero, la coppia correva sulle Dolomiti. Una settimana prima della tragedia aveva praticato il parapendio non lontano dalla Marmolada.
La bassanese e il compagno trevigiano, al momento della tragedia, erano in cordata insieme alla guida alpina Davide Miotti, titolare del negozio "Su e giù Sport" di Tezze sul Brenta, e la moglie Erica Campagnaro, entrambi residenti a Cittadella. Due coppie unite dalla stessa grande passione e dallo stesso tragico destino. I famigliari di Erica Campagnaro ora chiedono che i corpi vengano ritrovati, mentre i genitori di Emanuela Piran, che in gioventù aveva anche giocato tra le fila del Volley Rosà, sono chiusi in un dolore profondo che non riesce a lasciare spazio alla condivisone del ricordo. In quartiere Ca' Baroncello, a Bassano, dove risiede la famiglia Piran, le finestre sono chiuse da ieri, quando i genitori hanno raggiunto Canazei, per la prova difficilissima dell'attesa del ritrovamento e del riconoscimento. A Marchesane una cugina gestisce un salone di estetica, dove viene raggiunta da testimonianze di affetto e solidarietà dei tanti amici di Emanuela. «Non riesco a parlare di questa tragedia, mi dispiace», dichiara.