Barbarano Mossano

L'angoscia per Nicolò: «L'intera comunità è sotto choc». E spunta una foto con la guida Paolo Dani

Nicolò Zavatta in un momento felice assieme a Paolo Dani, la guida alpina morta domenica
Nicolò Zavatta in un momento felice assieme a Paolo Dani, la guida alpina morta domenica
Nicolò Zavatta in un momento felice assieme a Paolo Dani, la guida alpina morta domenica
Nicolò Zavatta in un momento felice assieme a Paolo Dani, la guida alpina morta domenica

Non si può piangere un figlio se non si ha la certezza di averlo perduto. Non si può. I genitori di Nicolò Zavatta non lo fanno ancora perché c'è ancora speranza, perché non vogliono cedere alla disperazione. Anche se le ore che passano qualche cedimento cominciano a provocarlo. C'è una comunità intera che attende notizie, che spera, che prega; quella di Barbarano Mossano dove Nicolò è cresciuto, dove ha conosciuto amici, dove ha condiviso passioni grandi. Come quella per la musica. Raimondo Riu, imprenditore del luogo, molto impegnato anche nel sociale e nelle iniziative culturali, Nicolò l'ha visto crescere e ora anche lui sta aspettando con il cuore stretto fra angoscia e speranza. «Nicolò è come un figlio per me - racconta Riu - abito a poca distanza dalla sua abitazione, ho parlato ieri con il papà. Mi ricordo quando l'ho aiutato a mettere in piedi una piccola band con mia figlia. Ragazzini di 10-12 anni legati dalla passione per la musica. Lui suonava e mia figlia cantava. Erano bellissimi da vedere. Poi Nicolò ha continuato a coltivare questa passione per la musica e recentemente è entrato a far parte di un gruppo molto apprezzato: I mendicanti di luce».

Sempre pronto a mettersi in gioco Nicolò, anche nello sport. Infatti aveva anche un passato da ciclista. «Me lo ricordo in bici, bravo anche con quella - continua Riu -. Poi diventando grande ha un po' lasciato da parte quella passione per dedicarsi di più alla musica nell'unità pastorale. Ha girato mezza Italia come primo musicista del gruppo, suonando anche in Sardegna. La montagna? Gli piaceva e condivideva la passione con Riccardo, il ragazzo che si è salvato dalla tragedia di domenica».

E proprio le condizioni migliorate di Riccardo Franchin, sono state accolte in paese con sollievo mentre per Nicolò l'angoscia continua a regnare. Ieri, tra via Conciliazione e via Fossarosa, nella frazione di Ponte di Mossano, dove abita la famiglia Zavatta, i parenti del 22enne hanno preferito non rilasciare dichiarazioni. Ancora troppo forte lo shock per un avvenimento che ha scosso il piccolo paese del Basso Vicentino, oltre che l'Italia intera. «Conosco bene i genitori di Nicolò - spiega Cristiano Pretto, sindaco di Barbarano Mossano -. Suo papà Michele e sua mamma Francesca hanno la mia stessa età e tutta la famiglia è molto conosciuta a Ponte di Mossano. È una famiglia storica della frazione». I genitori di Nicolò, tornati in paese lunedì, ieri mattina sono ripartiti per Canazei, dopo aver saputo che le ricerche dei dispersi erano ricominciate. «Li ho sentiti velocemente al telefono questa mattina (ieri per chi legge ndr). Mi hanno solo detto che stavano tornando a Canazei perché sono ricominciate le ricerche. Sono ancora comprensibilmente molto scossi. Credo che ci vorranno giorni, forse mesi, prima che riescano a elaborare quanto accaduto».

Nicolò, studente all'università di Padova, è un ragazzo dinamico e impegnato nella vita del paese: «L'assenza di Nicolò si fa sentire - continua Pretto -. È un ragazzo conosciuto, attivo a favore della parrocchia. Fa anche il bassista in un gruppo e, tutti gli anni, partecipa a un musical organizzato qui in paese». Una passione, quella per la musica, a cui si aggiungono quelle per il ciclismo e per la montagna. «Suo papà mi ha confermato che Nicolò ha una grande passione per la montagna». Un interesse che il 22enne condivide proprio con l'amico Riccardo: i due ragazzi erano infatti partiti insieme per l'escursione sul ghiacciaio. «Ho sentito il papà di Riccardo e mi ha detto che il ragazzo è ancora sotto osservazione. Ha ricevuto un colpo molto forte all'addome e ha diverse escoriazioni. Fortunatamente però sta meglio, anche se non ricorda bene l'accaduto. Ha come un vuoto, e non ricorda bene il momento in cui è stato colpito. Siamo un paese piccolo, ci conosciamo tutti - conclude il primo cittadino -. Quanto accaduto sulla Marmolada ha toccato tutta la comunità. Per giovedì era previsto il cinema all'aperto, proprio a Mossano, ma ho deciso di sospenderlo». Intanto dall'album di Nicolò spunta la foto che lo ritrae assieme a Paolo Dani, la guida alpina che lo accompagnava domenica e che ha perso la vita inghiottito dal fiume di ghiaccio.

Dennis Dellai e Marco Marini

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