Amanti della montagna, dalla montagna sono stati travolti. Davide Miotti, 51 anni, ed Erica Campagnaro ,44, marito e moglie di Cittadella, figurano ancora nella lista dei dispersi. Ieri si era diffusa la notizia dell’identificazione del primo tra le vittime ritrovate, ma l’avvocato della famiglia, Massimo Simonini, ha precisato che «allo stato non è confermata», invitando «alla prudenza, per il più che comprensibile sentimento di speranza di poterlo ancora trovare in vita, unitamente alla moglie, da parte dei giovani figli e dei famigliari tutti».
Karen, 25 anni, e il fratello minorenne, nella casa di via Ca’ Nave in Borgo Padova a Cittadella, aspettano insieme ai parenti. Erica, impiegata, aveva studiato all’istituto tecnico Girardi. Davide è famoso per il suo negozio, “Su e giù sport”, a Belvedere di Tezze sul Brenta, un punto di riferimento per gli appassionati. Guida alpina da cinque anni, una passione totalizzante per le Dolomiti. Davide, iscritto al Cai di Castelfranco, ha la mamma Giulia, il fratello Luca e la sorella Antonella; il papà è mancato alcuni fa, era un imprenditore, si chiamava Matteo. Erica è originaria di Pozzetto, il papà Severino Campagnaro è conosciuto come “Mante”, uno storico mediatore; la mamma si chiama Alida, le sorelle Debora, Silvia e Martina.
Dopo gli studi liceali, Davide aveva iniziato a maturare la sua professionalità come commesso da Prisco, seguiva gli articoli sportivi. Poi si era lanciato sull’attività in proprio, prima in Riva del Grappa a due passi dalle mura, e poi in quella che sarebbe diventata la storica sede, lungo la Valsugana, a Belvedere di Tezze.
«Davide - racconta l’amico Martino Baggio - ha iniziato ad arrampicare attorno ai 16 anni, la sua è una passione che è cresciuta nel tempo. Poi qualche anno fa ha fatto il corso per diventare guida alpina, voleva fosse il suo lavoro ma non poteva mollare il negozio. Le Dolomiti erano casa sua, ma non si è limitato a queste vette. E sempre con la sicurezza in testa. Sulla Marmolada, Davide ci era salito più volte».
A Tezze non c’è ottimismo sulla possibilità di ritrovare vivi i coniugi. «Davide - afferma Marisca Scapin, consigliere comunale - lascia un vuoto, come un vicino di casa. Era una persona buona e solare, tutti lo conoscevano».
In tante occasioni si è reso anche disponibile per gli eventi di Tezze. «Quando durante le sagre avevamo gli stand della protezione civile per sensibilizzare la popolazione, lui ci dava i suoi manichini, che noi vestivamo – ricorda il sindaco Luigi Pellanda -. Tutto era svolto a puro titolo di collaborazione». Tutti parlano di Davide come una persona fantastica, gentile. «Sabato era stato qua da me, avevamo chiacchierato un po' - interviene Antonella Favaro , del bar “Prima o poi caffè” -. Il suo negozio era frequentato da tutto il Bassanese, e non solo». «Lo vedevo partire alcune mattine anche alle 5 - aggiunge Antonio Baggio, titolare del “Caffè Ca’ Dolce”, di fronte al negozio di Davide -. Non riesco a rassegnarmi all’idea che sia rimasto vittima, insieme alla moglie, della sua grande passione».