"Sapore di mare", "Abbronzatissimi" ma anche "La Freccia Nera" e "Attila, flagello di Dio". è morto a 74 anni Mauro Di Francesco, detto "Maurino", attore e cabarettista eclettico che aveva esordito giovanissimo e aveva raggiunto il grande pubblico soprattutto grazie alle commedie degli anni Ottanta.
Nato a Milano il 17 maggio 1951, figlio di una sarta teatrale e di un direttore di palcoscenico amico di Tognazzi e Vianello, debutta a soli 5 anni con il mago Zurlì e avrebbe poi ricordato con orgoglio di essere stato "il più giovane allievo di Strehler, nel Gioco dei potenti mi faceva fare il principe di Galles". Nel 1968 a 17 anni è il giovane Robby nello sceneggiato a puntate trasmesso dalla Rai "La Freccia Nera". Negli anni '70 si dedica al cabaret, in coppia con Livia Cerini, per poi entrare a far parte del Gruppo Repellente, ideato da Enzo Jannacci e Beppe Viola, assieme a Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Giorgio Faletti, Giorgio Porcaro ed Ernst Thole.
Negli anni '80 la consacrazione come "Maurino" accanto a Jerry Calà e Massimo Ciavarro. Recita in "Sapore di mare 2 - Un anno dopo"; "Yesterday - Vacanze al mare"; "Ferragosto OK", "I fichissimi", "Chewingum" e nei due "Abbronzatissimi". È anche in "Attila, flagello di Dio" di Castellano e Pipolo accanto a Diego Abatantuono, con cui sarebbe rimasto amico e che lo avrebbe diretto anche in teatro. L'ultimo film è del 2019 accanto all'amico Jerry Calà in "Odissea nell'ospizio".
Ha avuto un figlio, Daniele, nato dalla relazione con la collega francese Pascale Reynaud conosciuta durante le riprese di Sapore d'amore. Nel 1997 ha sposato Antonella Palma di Fratianni, tutt'ora sua compagna di vita. Nel 2010 ha pubblicato un libro, "La logica del paradosso". Una ventina di anni fa l'attore sparì per anni dalle scene in seguito a un trapianto di fegato e rivelò in un'intervista al Giornale: «Eh, fuori tutte le notti, ho cominciato a bere a 10 anni e ho smesso a 55. Faccio un appello a tutti i ragazzi: lasciate perdere, l'alcol è peggio della droga. Non riducetevi come me, sono un miracolato dopo il trapianto di fegato. Ora voglio fare il testimonial dei donatori di organi».
«Sono ancora qua che non ci credo, sono costernato anche perché non sapevo che la sua malattia e che fosse ricoverato in ospedale. Questa notizia mi è giunta con un colpo al cuore, veramente». È sotto choc e con la voce tremante Jerry Calà mentre commenta a caldo con l'ANSA la morte di Mauro Di Francesco, attore che con cui aveva diviso il set di tanti film ma anche amico di lunga data. «Siamo cresciuti insieme a Milano - racconta - dal cabaret al Derby Club e poi abbiamo fatto i primi film insieme, anche Sapore di Sale. E anche l'ultimo film, Odissea nell'ospizio del 2019. Lui si era ritirato in campagna in Toscana con sua moglie un po' a vita privata, dipingeva e anche molto bene, non aveva più tanta voglia di recitare. E quindi sono stato molto contento perché l'ho convinto a fare questo film. È stato un periodo veramente divertentissimo perché eravamo tutti assieme, con i vecchi amici, con tutti i Gatti, Umberto Smaila, Franco Oppini, Nini Salerno, poi c'era anche Andrea Roncato nel film. Mi rimane veramente quel ricordo bellissimo di quel mese passato insieme».
«Lo chiamavamo alle nostre riunioni che facciamo ogni Natale ma non veniva, si era un po' isolato e questo ci dispiaceva, però non sapevo che stesse così male, questa cosa mi giunge proprio come un colpo, sono veramente addolorato, è uno dei miei più cari amici. È sotto choc anche tutta la mia famiglia, mio figlio, mia moglie, siamo proprio costernati, addolorati» aggiunge. Calà infine vuole sottolineare la bravura e versatilità di Di Francesco: «Maurino era un grandissimo attore, una bravura veramente eccezionale, aveva cominciato a lavorare sin da bambino, faceva quegli sceneggianti, addirittura in bianco e nero. Era veramente un attore nato. Era straordinario, un meraviglioso attore, anche sul palco a fare il cabaret. Sto pensando a tutte le cose che faceva, sono in un vortice di pensieri, davvero un colpo al cuore», conclude.