Papa Francesco in versione pop-rock su TikTok. Dopo le immagini in piumino bianco che hanno fatto il giro del mondo, il Santo padre che balla in discoteca è stato il primo fake made in Italy creato sul Vaticano dall’intelligenza artificiale. È opera di Carlo Munaretto, ventinovenne professionista di Molvena (Vicenza), la cui idea ha già totalizzato oltre un milione e quattrocentomila visualizzazioni sulla piattaforma cinese di video-sharing.
Il filmato
Il filmato di Sua Santità in abito bianco, scarpe da ginnastica e occhiali da sole che si muove agile come un rapper di professione ha strappato sorrisi, ha fatto incetta di elogi, ha suscitato ironie per la “miracolosa” guarigione dai problemi alle articolazioni di anche e ginocchia, ma ha raccolto pure commenti di indignazione sull’utilizzo disinvolto dell’intelligenza artificiale. E nemmeno Carlo Munaretto si aspettava che la sua trovata avrebbe avuto tanta eco, scatenando addirittura conseguenze nel campo della policy e dell’etica delle applicazioni virtuali.
Chi è l'ideatore
Laureato al Dams di Bologna e diplomato alla scuola Holden in digital storytelling, Munaretto lavora a Padova, nello studio di comunicazione che ha avviato assieme a un socio. «Ho iniziato a studiare Midjourney (il generatore di immagini di IA) – racconta - nel settembre scorso. È una piattaforma nata appena un anno fa e in pochi mesi si è molto evoluta. Dopo l’ultima versione del software uscita a marzo, ispirato dall’intuizione di Pablo Xavier, l’operaio di Chicago ideatore del “Papa in piumino”, ho pensato di cimentarmi nell’impresa. Ho però deciso di calare papa Francesco in un contesto inusuale perché fosse immediatamente chiaro che non poteva corrispondere a realtà. Poi ho caricato il video su TikTok ed è diventato virale. Nel giro di pochi giorni la piattaforma di IA è stata presa d’assalto e l’azienda ha deciso di restringere l’accesso: ha eliminato la gratuità per il primo mese di prova e regolamentato le richieste per impedire un utilizzo indiscriminato dell’immagine di Bergoglio. Comunque va detto che già dall’inizio era in grado di riconoscere e stoppare riferimenti celati per generare immagini violente o pornografiche».
Così è nato il video
A prescindere dalle nuove regole, produrre risultati interessanti, però, non è così scontato: «Non basta essere abbonati per sfruttare le potenzialità di Midjourney. Bisogna saper dare indicazioni testuali precise per comporre “prompt” corretti. Inoltre li generatore di immagini consente effetti realistici solo se si utilizzano personaggi famosissimi in tutto il mondo come il papa, appunto, o Donald Trump o una popstar. Un qualsiasi politico italiano non assicurerebbe gli stessi risultati».
Il dibattito sulla tecnologia
Com’era prevedibile, l’utilizzo di questa tecnologia ha subito acceso il dibattito. Sono molti a interrogarsi sui pericoli rappresentati dalla nuova frontiera e sulle implicazioni relative a un eventuale uso scorretto. Munaretto è realista: «Mi occupo di comunicazione e utilizzo le immagini che creo scrivendo le richieste sulla piattaforma anziché compare le foto da database già esistenti - commenta - Mi servono per presentare ai clienti i mood-board. Altra cosa è fare informazione: la settimana prossima, su un settimanale a diffusione nazionale, usciranno immagini che mi sono state commissionate per un articolo che parlerà, in modo provocatorio, di questa tecnologia. Sono convinto che serva un’educazione specifica per distinguere una foto-notizia vera da una falsa, ma credo anche le nuove generazioni siano più attrezzate per farlo. D’altronde nasce sempre prima la tecnologia e poi la regolamentazione».