«Ho bisogno di aiuto». Ha suscitato apprensione l'appello pubblicato sulla pagina Instagram di Maria Tomba, la veronese finalista dell'ultima edizione di X-Factor, da parte della madre Luciana.
Un videomessaggio, online dalla tarda mattinata del 17 maggio, nel quale la donna annunciava di non avere più notizie della figlia «da settimane» chiedendo a chiunque avesse notizie di lei di contattarla privatamente. Un appello reso verosimile dal tono disperato della donna e dal fatto che sulla pagina Instagram di Maria non ci fosse alcun post pubblicato nel 2024.
Mentre tra i commenti ci si divideva fra chi rilanciava l'appello e chi ipotizzava si trattasse di un'operazione di marketing, abbiamo provato a più riprese, ma senza fortuna, a metterci in contatto con la donna.
Nel frattempo sulla descrizione del video è comparsa la scritta "casting_dovemiafiglia_scena1.mp4" a corroborare l'ipotesi che si sia trattato di qualcosa a metà fra lo scherzo e l'operazione di marketing, come quella recentemente lanciata da Rovazzi simulando una rapina.
Una scelta non particolarmente apprezzata dai commentatori.
Alcuni dei più duri: «Qualsiasi social media manager che abbia pensato a questa cosa non ha tipo nessun contatto con la realtà, nessuno che abbia detto "oh ma non staremo a fa na m... con tutte le donne che scompaiono / vengono ammazzate ogni giorno?"».
E ancora: «Assistiamo ad eventi di femminicidio, in cui madri, padri, fratelli, sorelle, amici e amiche gridano aiuto e cercano il disperato supporto prima di scoprire la tragica fine delle persone a loro più care. Scherzare o promuovere musica con questi video, non è appropriato. Volevi creare hype? Complimenti, non ce l’hai fatta».
La conferma che si trattasse di una trovata pubblicitaria arriva nel pomeriggio con un nuovo reel su Instagram. Una parodia di un'edizione speciale di Chi l'ha Visto parla della scomparsa di Maria, prima che, davanti a una chiesa, compaia lei stessa vestita da suora, ammiccando alla camera ma senza riuscire a sopire le critiche: «Perdonami Maria», scrivono, «ma cosa avete studiato tu e il tuo team? Sai quante ragazze muoiono, vengono uccise, spariscono al mondo? Non è una gran trovata. Sono felice tu stia bene, ma secondo me devi delle grosse scuse».