Una schiuma densa ha prima sommerso il giardino, poi la piscina e infine il vicino vigneto, un piò di terra dove si coltivano le pregiate uve groppello: poco lontano, il terreno è franato su se stesso provocando una voragine profonda circa due metri e mezzo. È quanto successo nella notte, tra il 5 e il 6 novembre, all'agriturismo Corte Aurea in località San Cipriano, tra Lonato e Desenzano: si tratterebbe degli effetti (imprevisti) dei lavori sotterranei per lo scavo della seconda canna della galleria naturale di Lonato, l'opera più complicata (e costosa: un affare da 206 milioni di euro) della nuova linea ad alta velocità Brescia Est-Verona.
In mattinata si sono presentati gli specialisti di Arpa, che hanno già raccolto campioni per le analisi di rito: si dovrà verificare l'eventuale inquinamento dei terreni e delle falde. Verranno effettuate anche analisi in contraddittorio da parte dell'azienda agricola. Sul posto anche i tecnici degli uffici Ecologia dei municipi di Desenzano e Lonato, oltre alla Polizia locale e ai tecnici di Cepav due, il Consorzio Eni per l'alta velocità che è general contractor della maxi-opera. Sconcerto da parte dei proprietari dell'agriturismo: “Abbiamo sentito un rumore nella notte, ma è giorni che sottoterra qualcosa gorgogliava. Poi la schiuma ha cominciato a fuoriuscire da un buco che si è formato nel giardino”, raccontano a Bresciaoggi.