Verona ha un nuovo prefetto. Demetrio Martini, 63 anni, sposato. Da ieri mattina, 2 ottobre, è il nuovo rappresentante di governo in città.
Succede a Donato Cafagna, ora prefetto di Torino. Il primo appuntamento, Martino l’ha voluto con la stampa locale.
Eccellenza, dopo Campania, Basilicata, Calabria e Puglia, arriva al Nord.
Questa in effetti è la mia prima esperienza al Nord, e la trovo esaltante. Spero di poter far bene in questa sede come credo di aver fatto nelle precedenti esperienze, applicando un metodo che poi è quello che tutti i prefetti hanno ormai adottato, e cioè andare oltre i ruoli delle competenze di raccordo territoriale e lavorare in sinergia con i sindaci che debbono essere supportati in un momento particolarmente difficile economicamente per le amministrazioni locali. Gli stessi sindaci debbono concorrere alle realizzazioni, lavorare in sinergia, condividendo le strategie e le programmazioni per cercare di dare una mano alla comunità veronese nel suo complesso. Questo è il mio programma di massima, mettermi a disposizione della città con dedizione al servizio. Per me da oggi Verona è una scoperta, ma in tempi veloci, non sono mai stato contemplativo rispetto ai problemi da risolvere. Dovrò ricalibrarmi perchè mi trovo in un contesto diverso dalle passate esperienze, ma sono sicuro che riuscirò a conoscere e ad approfondire, con chi questo territorio già lo conosce, a partire dalla guida spirituale della società, il vescovo, quindi il sindaco, i dirigenti degli uffici statali, le forze di polizia e i componenti del Comitato, per comprendere come in una scala di priorità possiamo intervenire per dare corpo a quella che è la finalità di tutti: migliorare la quotidianità delle persone. Il prodotto finale della nostra attività è accrescere la percezione dello Stato nei cittadini e intervenire per migliorarne la vita.
I prefetti non fanno passaggi di consegne. Il suo predecessore le ha elencato le criticità della città?
Qualche dritta l’ho avuta, confido nei miei dirigenti. Mi sento tranquillo.
Viene da terre con forti infiltrazioni della criminalità. Cafagna in 4 anni e mezzo ha firmato 35 interdittive antimafia.
Gli affari, camorra e ’ndrangheta non li fanno a Reggio Calabria, ma dove ci sono i soldi. C’è stato un processo di trasformazione. La terra madre resta la Calabria, che mantiene un assetto primordiale della ’ndrangheta, ma i consulenti si sono evoluti, grande quantità di risorse monetarie vengono reinvestite in tutto il mondo dall’Australia agli Usa, al Canada, questo è il problema principale. Le interdittive antimafia possono svolgere un ruolo concreto sebbene sia sempre più difficile il ruolo della magistratura e delle forze ordine, perchè ci sono elementi elusivi. Metto al servizio la mia esperienza precedente, a Verona siamo assestati su livelli d’eccellenza dei nostri investigatori. C’è la consapevolezza del rischio. E attività ben orientate. Abbiamo bisogno della collaborazione di chi vive in questo territorio, che chi subisce denunci. Non è che senza denunce le indagini non vadano avanti, ma sono fondamentali. Invitiamo tutti a fare una scelta di campo. Il numero delle persone che nell’area della criminalità sono sodali o affiliati rispetto alla popolazione è esiguo, ma non possiamo permetterci di avere persone che stanno alla finestra. E dobbiamo garantire che questa attività non comporti danno per chi denuncia.
Verona ha molti profughi, emergenza quotidiana.
L’accoglienza deve essere dignitosa, purtroppo non possiamo sapere a inizio anno quante persone arriveranno, quindi c’è sempre qualche scollamento. Confido in questo territorio affinchè si possa estendere la rete dei Cas e chiederemo alla diocesi e ai Comuni di garantire il sistema di maggiore accoglienza diffusa, che è vincente. Senza escludere il terzo settore, quindi il mondo del volontariato, un'importante risorsa.
E sui giovani, le baby gang?
Dobbiamo riuscire a coinvolgere loro nei progetti, a Taranto avevamo messo in piedi un progetto con un canale Instagram, coinvolgendo giovani che parlassero con i giovani e li invogliassero a prendere parte ai progetti. Potrebbe essere fatto anche qui.