Il libro

Bastianich si confessa: «Il sogno nel cassetto? Un docufilm sul vino»

Domenica in piazza dei Signori, a Verona, l’incontro con gli autori organizzato dalla Feltrinelli
Bastianich sarà domenica in piazza dei Signori con il regista Tiziano Gaia
Bastianich sarà domenica in piazza dei Signori con il regista Tiziano Gaia
Bastianich sarà domenica in piazza dei Signori con il regista Tiziano Gaia
Bastianich sarà domenica in piazza dei Signori con il regista Tiziano Gaia

Joe Bastianich è come il vino: pieno di sfumature, di sapori e di contaminazioni. Caparbio come la vite, morbido come i chicchi d’uva. Allegro, come buon bicchiere gustato in compagnia. Domenica alle 19, nell’ambito della rassegna Parole di Vino organizzata da Feltrinelli insieme a Vinitaly and The City, Bastianich ed il suo coautore, il regista Tiziano Gaia saranno in piazza dei Signori a presentare «Il grande racconto del vino italiano». Un saggio sul vino con riferimenti storici, scritta a quattro mani.

Bastianch lo conosciamo tutti: imprenditore, personaggio televisivo e musicista dall’accattivante accento italoamericano, essendo figlio di genitori esuli istriani. È uno dei ristoratori di maggior successo a livello internazionale, nonché uno dei volti più noti e apprezzati della TV, in questo periodo lo stiamo vedendo a Pechino Express. Ha partecipato a importanti programmi televisivi come MasterChef, Top Gear Italia, Italia’s Got Talent e Family Food Fight.

 

Un viaggio nel vigneto italiano, regione per regione

In questi giorni di Vinitaly, l’imprenditore e produttore torna a Verona e fa tappa per promuovere la sua ultima fatica edita da Mondadori. «Nel 1990 avevo già fatto un libro simile, per cui questa è la sua naturale prosecuzione», spiega Bastianich, «rivisitato, aggiornato. Non è soltanto una guida, c’è anche molto vissuto raccontato, un talk story. Sia Tiziano che io siamo professionisti del vino, abbiamo suddiviso il libro in capitoli secondo la regione, analizzato le novità, ci sono molti spunti interessanti e anche racconti del mio vissuto. Abbiamo cercato di esplorare la stupefacente varietà del vigneto italiano regione per regione, un territorio dopo l’altro, fino al più piccolo lembo di borgata in cui si palesi una cantina. Al posto dei sassolini di Pollicino, per orientarci sulle strade del vino abbiamo impiegato le Doc e le Docg, lo strumento legislativo che, dal 1966, contribuisce a valorizzare le zone di origine con il loro inesauribile bagaglio di tipologie, sotto zone, stili e peculiarità. Addentrandoci tra le vigne, abbiamo scoperto profonde connessioni tra viticoltura e paesaggio, arte, costume. Troverete, certo, i vini rinomati a livello nazionale e internazionale, ma anche le gemme nascoste, figlie della memoria contadina, frutto della tenacia in ambienti estremi. Riconoscerete i volti noti, vigneron da copertina e vere superstar dell’enologia mondiale, accanto a nomi poco conosciuti, che meritano la ribalta per la qualità delle loro etichette, talora prodotte in quantità esigue. Non mancheranno le testimonianze degli interpreti, le voci dai territori».

Bastianich conosce bene Verona e Vinitaly. «In trent’anni non mi sono perduto un’edizione. Vinitaly è una grande occasione per noi produttori per conoscerci, per capire le novità, per assaggiare, per incontrare persone, confrontarsi».

 

Bastanich e Vinitaly: un rapporto lungo trent'anni

Trent’anni sono tanti. In questo lasso di tempo Bastianich è passato dall’essere un imprenditore ristoratore e produttore di vino a personaggio pubblico famoso grazie alla televisione. Ora tutti lo conoscono. «Certo la televisione rende famosi e riconoscibili, ma io sono e voglio restare un ristoratore ed un produttore, le mie radici sono quelle, il vino e la ristorazione sono i miei primi amori».

Nelle trasmissioni, nei racconti che scrive, Bastianich parla sempre della sua famiglia, della nonna. «I suoi racconti mi hanno fatto crescere ed essere come sono, ha conosciuto la guerra, l’emigrazione, la fame. Non posso dimenticarmi quello che mi diceva e raccontava, mi ha formato anche come carattere».

 

Il sogno nel cassetto

Tanti successi, ma un sogno nel cassetto è rimasto? «Mi piacerebbe fare un film, o un docufilm sulla storia della mia famiglia e del vino, e non escludo di farlo». Le premesse ci sono visto che il libro scritto che viene presentato domenica è stato scritto a quattro mani con Tiziano Gaia, scrittore, regista e produttore di docufilm.

Gaia, per Slow Food ha collaborato alla realizzazione della guida Vini d’Italia e della Guida agli Extravergini. Ha preso parte all’apertura di Eataly a New York. «Lavorare insieme a Joe su questo progetto è stato facile e stimolante, tutto ha preso forma in modo molto naturale», ha detto Gaia, «ci conosciamo da anni, proprio grazie al vino, e ci unisce la stessa visione emozionale della viticoltura», ha detto il regista.

«Al di là dei dibattiti stilistici e delle tendenze del momento, per noi il vino rimane una questione di luoghi di drammatica bellezza e di persone animate da una passione viscerale, portatrici di esperienze uniche. Nel libro abbiamo cercato di raccontare il mosaico vitivinicolo italiano partendo da questi due aspetti, la terra e l'uomo e le molte donne. Abbiamo scoperto e raccontato storie di tenacia, sfide avvincenti, trovato legami sorprendenti tra vino, paesaggio, arte e cultura, e ci siamo fidati ciecamente l'uno dell'altro. Abbiamo voluto offrire una mappa delle nostre emozioni enologiche, a prescindere da punteggi e note eccessivamente tecniche. Una volta messo a fuoco l'obiettivo, il tutto è venuto da sé, con tante ore di confronto, assaggi e scrittura», conclude Gaia.

Alessandra Vaccari
Segui la diretta di Telemantova