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Offerte: crollo da due milioni e seicentomila euro

La Diocesi stila il primo bilancio triennale mai realizzato. Gli uffici ripenseranno l’utilizzo degli immobili. I sacerdoti inviteranno dal pulpito alla donazione dell’8xmille. A gennaio partirà un ciclo di incontri del vescovo con i vicariati
Giovanni Rodelli, economo diocesano

Crisi delle offerte. La Diocesi stila il primo bilancio economico triennale mai realizzato e sottolinea nel 2020 un buco da due milioni e seicentomila euro. Gli uffici ripenseranno l’utilizzo degli immobili. I sacerdoti inviteranno dal pulpito alla donazione dell’8xmille

L’economato della Diocesi registra nel 2020 il segno meno. Meno 2miloni e seicentomila euro. Effetto della chiusura delle chiese causa pandemia, spiegano dagli uffici della Curia, e di una certa crisi nelle donazioni siano esse ordinarie o da ricondurre all’8xmille. Un buco significativo registrato dal primo bilancio triennale mai stilato in tal senso, comunque non sufficiente a mandare in rosso i conti dell’attività di piazza Sordello, di 167 parrocchie, di tre santuari diocesani e di un seminario. Il saldo finale è infatti di pareggio anche grazie agli accantonamenti che nel 2019 erano di 500mila euro circa. Il documento è stato presentato alla riunione indetta per gli amministratori cui è stato presentato il motto evangelico del buon padre di famiglia, “amministratori fidati e prudenti”.
Nell’alto mantovano l’impatto è più limitato, e gli accantonamenti precedenti permettono di saldare i conti, nel basso le offerte – scrivono nella relazione finale gli economi – non consentono nemmeno di pagare le spese delle bollette. Molti vicariati hanno retto l’urto, si legge nel documento finale, moltissimi chiudono in rosso.
Tetti, impianti, risistemazione di quelle terremotate e restauri – manutenzioni ordinaria e straordinaria - superano mediamente la spesa di 3milioni e mezzo di euro cui concorrono fedeli, fondazioni ed enti pubblici. Cifre, è il commento, che impattano e corrono il rischio di distogliere dal compito evangelico che dovrebbe essere principale.

C’è la fortissima crisi delle offerte, e si contrae - ma con un complessivo di oltre 4milioni e 600mila euro rimane sostanzialmente confermato - l’importo dei fondi Cei dell’8xmille. Ogni anno la Conferenza episcopale destina alle opere di carità mantovane 800mila euro, cui si aggiungono 340mila di risorse parrocchiali. Il sostentamento dei 165 sacerdoti virgiliani assorbe il 40% dei fondi in arrivo da Roma: ciascuno di loro riceve, lordi, 1200 euro al mese coperti per il 20% da risorse generate in Diocesi.

La Diocesi ora, anche alla luce degli importanti conti di gestione e delle manutenzioni straordinarie che si profilano nel prossimo periodo, ha avviato una riflessione sull’utilizzo dei beni. Come quelli del Seminario: struttura che non chiuderà, anche dopo che i seminaristi hanno iniziato a fare riferimento a Verona per la sola loro formazione, ma la cui destinazione potrebbe essere rivista.

Da gennaio partirà un percorso di visite del vescovo Busca ai vicariati.