Il botta e risposta

Palazzi replica a Confcommercio: "Non c’è nessuna invasione di campo"

"La mia proposta è semplice: noi spendiamo soldi per eventi e per aumentare il turismo e i numeri ci danno ragione, ma se si vuole essere una città turistica si deve provare anche a mettere in discussione abitudini e strategie"

"Ho letto le considerazioni di Confcommercio e non c’è nessuna invasione di campo", lo dice il sindaco di Mantova Mattia Palazzi rispondendo alla posizione espressa nelle scorse ore dall'associazione di categoria. Il primo cittadino affida a un comunicato, che riportiamo di seguito, la replica a Confcommercio Mantova, che a sua volta aveva criticato il punto diffuso dal post che riportava l'agenda del sindaco da oggi al 2024 riguardante il tema del commercio. 

"La nostra amministrazione ha sempre aiutato il commercio, con risorse pubbliche e cercando di andare incontro alle richieste delle categorie, ma non si capisce perché quando aiutiamo è un dovere e quando proponiamo un cambiamento sarebbe una invasione di campo. La verità è che in campo ci siamo insieme e siamo dalla stessa parte. È della città che stiamo parlando ed è un dovere di chi amministra giocare la partita con l’obiettivo di fare tutti un passo in avanti. Gli amici di Confcommercio sanno benissimo che non mi riferisco ad aperture domenicali a luglio e agosto con quaranta gradi all’ombra e la gente in piscina o al mare. La mia proposta è semplice: noi spendiamo soldi per eventi e per aumentare il turismo e i numeri ci danno ragione, ma se si vuole essere una città turistica si deve provare anche a mettere in discussione abitudini e strategie anche sperimentando  orari diversi. Pensare di farlo una domenica al mese secondo me conterebbe poco perché solo dando continuità i cittadini, a partire da chi vive in provincia, può prenderla come abitudine sapendo che le attività sono aperte. Iniziative individuali ci sono e sono spesso operate da attività che si rivolgono ai più giovani, specie nell’abbigliamento, o dalla bella e importante presenza delle librerie, ma se sono casi isolati non creano da soli la dimensione del centro commerciale cittadino. Serve un gioco di squadra dove Comune e associazioni di categoria svolgono il ruolo di facilitatori, creando i presupposti perché l’azione sia il più possibile compatta, convincente e continuativa. Dandosi anche un periodo di prova che potrebbe essere da ottobre a dicembre, al termine del quale si valutano risultato ed eventuali correttivi. Se volete parlarne noi ci siamo. Analogamente c’è il tema del prolungamento degli orari serali, che ho sempre sostenuto per ragioni oggettive, ormai gli orari di lavoro non sono quelli degli anni 90 e in pochi finisco di lavorare alle 18 e non hanno nemmeno il tempo di venirci in città. Sul calendario eventi per le aperture che ho proposto disponibili a lavorarci insieme, mettendoci ciascuno una parte".

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