Sanità

Rsa Casa pace in stato di agitazione. Già 6 dimissioni, i sindacati chiedono garanzie alla cooperativa SAI

La struttura in via Montanari ospita 54 anziani. Ai 30 lavoratori manca l'applicazione del contratto nazionale e mancano alcune condizioni di sicurezza

Nella Rsa Casa pace lavorano 30 persone e vengono ospitati 54 anziani. Nelle ultime settimane sono arrivate ben 6 dimissioni volontarie, vale a dire che ha già lasciato il posto di lavoro quasi un quinto della forza lavoro della Residenza per anziani di via Carlo Montanari.

Stato di agitazione

Da sabato Cgil, Cisl e Uil hanno dichiarato lo stato di agitazione. Secondo quanto riportano unitariamente i sindacati, manca l'applicazione del contratto nazionale e mancano alcune condizioni di sicurezza. La vertenza va avanti da luglio, solo dopo l'attivazione dello stato di agitazione, la Cooperativa S.A.I. di Reggio Emilia si è dichiarata pronta ad ascoltare le richieste di lavoratori e sindacati.

Mancata applicazione del contratto collettivo nazionale e dell’integrativo provinciale, problemi con la sicurezza dei lavoratori, mancato pagamento delle maggiorazioni da lavoro festivo e domenicale. Sono questi alcuni dei problemi che hanno portato i Sindacati e i lavoratori a proclamare lo stato di agitazione da sabato scorso nella Rsa "Casa della Pace" di via Montanari a Mantova, gestita dalla Cooperativa Sai di Reggio Emilia.

Questa mattina le organizzazioni sindacali - Fp Cgil Mantova, Cisl Fp Asse del Po e Uiltucs Mantova - hanno esposto le loro bandiere davanti alla sede della casa di riposo in segno di protesta. "Nel rispetto della gestione degli ospiti - precisano i sindacati - si decide di non intraprendere nessuna forma di protesta se non l'esposizione delle bandiere all'esterno della struttura a partire da oggi, lunedì 21 novembre 2022".

Nella cooperativa che gestisce la Rsa lavorano circa 30 persone, fra operatori socio sanitari e amministrativi e i problemi sono iniziati nel luglio scorso e da allora sono iniziati i tavoli di confronto fra azienda e sindacati.

La posizione FP Cgil

"Da mesi, ormai, - spiega Magda Tomasini, segretaria di Fp Cgil Mantova - stiamo segnalando all'azienda le problematiche relative al non rispetto del contratto collettivo nazionale e anche del contratto integrativo provinciale. In tal senso ci siamo seduti a diversi tavoli con l'azienda, anche con il comitato misto paritetico ma questi incontri non hanno portato a nessun risultato. In partenza chiediamo all'azienda il rispetto totale del contratto collettivo nazionale e dell'integrativo provinciale". 

Cisl chiede sicurezza

Rosanna Magnani di Fp Cisl Asse del Po si sofferma sul problema della sicurezza: "I lavoratori - aggiunge - hanno segnalato anche problemi con la sicurezza, soprattutto per i carichi di lavoro, il personale insufficiente e i tempi stretti".

L'allarme di Uiltucs 

Daniele Grieco di Uiltucs Mantova sottolinea come a non convincere i sindacati sia "la gestione generale dell'organizzazione di lavoro con turni di lavoro troppo lunghi e il non rispetto dei riposi settimanali. Abbiamo incontrato tre volte l'azienda ma, nonostante ripetuti solleciti e gli incontri avuti questa non riesce a organizzare il lavoro nel rispetto del contratto nazionale".

Nel proclamare lo stato di agitazione, i sindacati chiedono di avviare un confronto "atto a riportare al rispetto delle regole - si legge in una nota unitaria inviata al presidente della Cooperativa Sai, al Prefetto di Mantova, al Sindaco di Mantova e alla Commissione di Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali di Roma - a riportare al rispetto delle regole contrattuali e del cip la gestione del personale. Nelle more di un mancata volontà rispetto a quando rivendicato ed in caso di assenza di riscontro alla presente si procederà alla richiesta di tentativo di raffreddamento presso la Prefettura di Mantova".

 

Matteo Bursi