Giornate d'Autunno 2021

Con il Fai alla riscoperta di Nuvolato e dell'opera di Giuseppe Gorni

Centinaia di visitatori hanno scelto il percorso "l'anima del paese" e il cammino lungo i graffiti di Gorni.
Alessandro Catelani e Alessandra Moreschi, delegazione FAI di Mantova

La piccola frazione di Nuvolato è stata il cuore pulsante delle Giornate d'Autunno per il Gruppo FAI di Mantova. L'opera di Giuseppe Gorni e l'anima del paese, con centinaia di visitatori che già nel sabato pomeriggio hanno scelto di iniziare dal percorso che partiva con la visita alla parrocchiale. Di notevole interesse anche il giro per Nuvolato, condotto dagli studenti del liceo Belfiore, lungo i graffiti realizzati da Gorni nel paese. Gli iscritti FAI hanno potuto visitare anche la Cantina di Quistello. Un percorso tra storia e produzione vinicola, organizzato dal gruppo giovani di Mantova, che ha sempre Gorni come filo conduttore delle Giornate d’Autunno, essendo il logo della Cantina disegnato dall’artista.

La nota introduttiva della Delegazione FAI di Mantova. L'agglomerato urbano di Nuvolato, fondato probabilmente nei secoli finali dell'Alto Medioevo, dovette la sua fortuna in epoca tardo-medievale alla sua posizione strategica, data la sua vicinanza al Secchia, uno dei principali affluenti storici del fiume Po nella Lombardia sud-orientale. Conteso, in un primo tempo, tra i vescovadi di Mantova e Reggio Emilia, Nuvolato entrò di diritto all'interno della giurisdizione episcopale mantovana già alla fine dell'XI secolo d.C. Dell'importanza economico-strategica del centro urbano la chiesa di S. Fiorentino martire rappresenta un inevitabile riflesso. Già menzionata in un documento del 1059 d.C., che proverebbe la straordinaria antichità di questo edificio (più anziano di almeno 20 anni rispetto alle altre chiese della zona), la chiesa doveva possedere, in origine, una pianta a croce latina con navata unica e transetto dotato di tre absidi: una struttura del tutto inusuale e dal sapore arcaico, in confronto agli altri edifici sacri situati nell'area al tempo. Agli albori dell'epoca rinascimentale la chiesa subì i primi interventi di carattere strutturale che si prolungarono fino ben oltre le soglie del XIX secolo e che la trasformarono radicalmente: a un'elevazione della pavimentazione avvenuta nel 1474 in seguito all'esondazione del fiume Secchia seguirono la costruzione dell'attuale campanile nell'anno 1668 con la conseguente demolizione degli absidi laterali e, infine ma non da ultimo, l'aggiunta di due navate laterali sul finire del XVIII secolo. L'occultamento, in epoca napoleonica, dei documenti scritti che illustravano le migliorie effettuate nei secoli XVII e XVIII contribuì largamente a radicare nell'opinione comune della cittadinanza la convinzione che l'impianto architettonico settecentesco della chiesa fosse quello originario romanico. Occorerrà attendere più di un secolo per smentire questa idea. Data al 1925, infatti, la strabiliante scoperta da parte dell'artista Giuseppe Gorni, nella zona absidale interna, di uno strato di affreschi antichi sottostante l'intonacatura e le decorazioni barocche, mentre le indagini iniziate a partire dagli anni ‘60 e, soprattutto, la campagna di restauro tenutasi nel quinquennio concluso nel 1975 suggerirono una diversa evoluzione storica dell'edificio e rispolverarono la veste “romanica” della chiesa, modificando e a volte anche eliminando alcuni elementi risalenti al periodo barocco e conferendo alla chiesa l'enigmatico e suggestivo aspetto eterogeneo con il quale essa si offre allo sguardo dei visitatori contemporanei. Correva l'anno 1935 quando il Comune di Quistello affidò all'artista Giuseppe Gorni la progettazione dell'ingresso del cimitero e della relativa chiesetta al suo interno, con sottostante ossario e camera mortuaria. I lavori videro lo scultore mantovano impegnato per diverso tempo, durante il quale l'artista non si limitò alla realizzazione dei soli monumenti commissionatigli dal Comune, ma arricchì e impreziosì con la propria sensibilità e il proprio tocco artistici vari altri monumenti del cimitero. Tra tutti spiccano la tomba di famiglia Gorni e altre tombe e corredi funerari appartenenti alle famiglie più influenti del borgo di Nuvolato all'epoca. Di fortissimo impatto risulta essere, in particolare, l'ingresso del cimitero stesso, con la statua di una giovane donna addolorata, realizzata sempre da Gorni. Donne piangenti e afflitte per la perdita dei propri cari, ma anche scene di vita quotidiana nella campagna, emblemi della ciclicità tanto delle stagioni quanto dell'esistenza umana, sono temi carissimi all'artista mantovano che popolano con garbo e grazia i monumenti all'interno del cimitero.