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Corneliani: rsu pronte allo sciopero

A sette mesi dal salvataggio delocalizzazioni e nessun investimento: i rappresentanti scrivono all'ad Brandazza e al ministro Giorgetti

Il mercato risponde, l'azienda non informa e delocalizza. In Corneliani le rsu alzano il tiro: senza sblocco delle assunzioni e senza un vertice con il Mise pronto un pacchetto di ore di sciopero

LA SITUAZIONE. In Corneliani uno stato di agitazione, con blocco di straordinari e flessibilità, contro l’amministratore delegato Brandazza è aperto già da un mese. Una notizia sino ad ora rimasta riservata. Ma gli animi sembrano essere logori e oggi, con una nota questa volta sì diffusa, le rsu si rivolgono all’azienda. Una lettera mette in fila quanto sotto gli occhi dei lavoratori. Il mercato chiede e la produzione risponde, l’assemblea dei creditori da il proprio via libera al piano per il concordato e a Milano viene presentata la nuova collezione. Un doppio binario incoraggiante. Quello che i lavoratori si aspettano ora non è però più un piano di salvataggio ma un vero e proprio orizzonte industriale: la scadenza temporale è a cinque anni, quando verrà meno l’impegno di Invitalia nella azienda dell’Ostigliese ed è presumibile di questa l’uscita. Brandazza avrebbe mancato gli appuntamenti semestrali per gli aggiornamenti con le rsu, alla luce dei quali è stato chiesto già l’11 maggio - ma ancora non organizzato - un incontro di fronte il Mise e dunque l’investitore pubblico. Lo stesso amministratore delegato ha definito Mantova un sito “produttivamente saturo”, ma le rsu sottolineano i carichi di lavoro e ricordano l’assunzione richiesta di 20 apprendiste e comunque il blocco delle assunzioni lungo ormai quattro anni.

IL MISE. Non è tuttavia solo a Brandazza che gli impiegati si rivolgono. Al Mise e al ministro Giorgetti ricordano che gli unici investimenti diretti operati sono stati fatti nello stabilimento in Romania e verso la Slovacchia, per prestazioni terze che potrebbero essere svolte a Mantova. “Il Mise - si domandano i lavoratori - lo sa che in sette mesi non c’è stata alcuna nuova idea industriale?”

ORE DI SCIOPERO. A breve potrebbe aprirsi una nuova fase nel rapporto tra lavoratori e azienda. L’annuncio, questa volta, è pubblico: le assemblee dei lavoratori voteranno un pacchetto di ore di sciopero da programmare qualora non vengano sbloccate le assunzioni e si tardi nella convocazione del tavolo al Mise.             

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