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Fanghi tossici sui campi, i 5S chiedono la sospensione di Mille

Il caso dello spandimento dei fanghi tossici sui campi coltivati sarà in consiglio regionale. I cinque stelle chiederanno anche la sospensione dal proprio ruolo del direttore di Aipo, indagato per traffico di influenze
Nell'intervista Andrea FIasconaro, consigliere regionale m5s

L’inchiesta sullo spandimento di 150mila tonnellate di fanghi tossici sui campi di quattro regioni, da Lombardia a Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, arriverà al consiglio regionale. I cinque stelle hanno annunciato per la seduta convocata nella prossima settimana una doppia interrogazione a risposta immediata. La prima chiede lumi, e chiede interventi, riguardo le normative che disciplinano lo spandimento dei fanghi lavorati. In autonomia, cinque comuni della provincia di Mantova si erano già dotati di appositi regolamenti che lo vietano: questo tuttavia non era bastato perché dall’indagine partita da Brescia, da una azienda di Calcinato, non finisse iscritto nel registro anche il nome di un mantovano. 

Con una operazione scattata la scorsa settimana erano stati messi i sigilli a tre aziende, e indagate 15 persone: secondo la procura di Brescia in poco più di un anno, tra 2018 e 2019 il gruppo avrebbe accumulato guadagni perdodici milioni di euro. I fanghi di depurazione, ritirati da aziende e depuratori, venivano lavorati solo sulla carta e sparsi sui campi come ammendanti. Gli agricoltori erano all’oscuro di quello che veniva diffuso da contoterzisti che invece sarebbero stati pagati anche centomila euro l’anno. Dal mantovano erano venute alcune segnalazioni relative a miasmi e cattivi odori: due di queste erano state presentate direttamente dal deputato Zolezzi ma nessuna di queste, né di quelle presentate da gruppi ambientalisti e di cittadini, avrebbe a che fare con le operazioni della società finita nel mirino degli inquirenti.