Dal nostro TG

Obbligo vaccinale nelle Rsa. Alcune strutture rischiano di chiudere

In provincia 130 operatrici e operatori non sono vaccinati. Molti già sospesi. Ci sono residenze che non hanno personale di ricambio e hanno lanciato l'allarme alla Prefettura
Elena Giusti e Magda Tomasini, FP Cgil Mantova

Dal 10 ottobre scatterà l'obbligo vaccinale per il personale delle Rsa. Le strutture mantovane sono in crisi: 130 tra infermieri e oss sono attualmente non vaccinati. Alcune strutture rischiano di dover chiudere e lanciano l'allarme alla Prefettura. 

Con la bozza governativa, come noto, dal prossimo 10 ottobre scatterà l'obbligo vaccinale per tutti i soggetti che svolgono "a qualsiasi titolo" un'attività lavorativa nelle Rsa. Medici, infermieri, ma anche operatori di servizi di pulizie e mensa. Agli esercenti le professioni sanitarie e agli operatori di interesse sanitario e ai dipendenti delle Rsa, non vaccinati, si applicheranno dunque sanzioni e sospensione della prestazione lavorativa. Per quanto riguarda la geografia provinciale delle Rsa, 130 sono infermieri e oss non vaccinate, circa il 4% del totale in servizio, dei quali più di 40 ancora nelle strutture. Gli altri sospesi. Alcune strutture hanno scelto sin qui di non sospendere il personale per mancanza di sostituti. Ci si scontra infatti con anni di calo di inserimenti e centinaia di prepensionamenti nell’ultimo anno e mezzo. Stando così la situazione, al 10 ottobre alcune Rsa non saranno in grado di garantire i servizi. E nelle strutture restano 550 posti letto liberi. La FP Cgil di Mantova, rimarcando la posizione del sindacato a favore del vaccino - considerato "un diritto universale" - mostra preoccupazione per il settore.

Suggerimenti