Provincia critica per i livelli dell’occupazione temporanea. La Cisl lancia l’allarme: nel 2023 il 77% dei nuovi contratti è a termine e quasi otto giovani su dieci sono precari
I dati sono quelli riferiti al primo trimestre 2023, resi disponibili da Istat, e seppure con qualche segno di miglioramento la situazione occupazionale in termini di precariato rimane critica, peggiore in provincia che nel resto della regione. Così sottolinea la Cisl di via Torelli con il segretario generale per Mantova-Cremona Dino Perboni.
Oltre 26mila sono le assunzioni registrate, ma a tempo indeterminato è solo il 18%: la media regionale si alza sino al 22%. Nel confronto con il medesimo periodo del 2022, si registra un calo di mille unità nel numero assoluto di assunzioni.
Tra i dettagli quello più significativo: il 77% dei giovani è assunto con contratto a termine, in sostanziale precarietà occupazionale. Sono quasi otto su dieci. Due punti al di sopra della media lombarda.
Il servizio dal tg Mantova
Tutti i dati dell'occupazione nel primo trimestre 2023 a Mantova
Dall’analisi dello studio della Cisl, condotta sui dati dell’Osservatorio del precariato dell’Inps del I trimestre 2023, traspare un situazione critica sul versante dei livelli di precariato nella nostra provincia, maggiore di quella riscontrato a livello Lombardo.
Se nel complesso le assunzioni sono state pari a 26.718; quelle con contratto a tempo indeterminato, sono state 4.730 pari al 18%, mentre a livello lombardo la percentuale è stata del 22%. Tuttavia, il dato del 2023 confrontato con il 2022, mostra un calo delle assunzioni pari a -1.016 tant’è che le assunzioni nel 2022 sono state 27.734, mentre i tempi indeterminati pari a 4.676 sono stati maggiori nel 2023; così anche la percentuale di contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni sono cresciuti nel 2023 rispetto al 17% del 2022. Quindi, anche se di poco, un leggero miglioramento è avvenuto, ma resta comunque basso la percentuale di assunzioni con un contratto stabile.
Le assunzioni a tempo indeterminato, suddivisi per età, presentano quanto segue: il 54% è concentrato nella fascia d’età da 30-50 pari a 2.564; il 21% fino a 29 anni pari a 989 assunzioni; il 25% over 51 pari a 1.177.
I contratti in apprendistato sono stati 1.144 pari al 4% del totale delle assunzioni. I contratti in apprendistato suddivisi per età: : il 97% è concentrato nella fascia d’età da 30-50 pari a 1.103; il 3% fino a 29 anni pari a 38 assunzioni.
Considerando i contratti a tempo indeterminato e quelli in apprendistato la percentuale dei contratti stabili ammonta a 22% contro i 26% della media lombarda.
Il totale delle nuove assunzioni con contratti a termine ammonta a 20.844 che rappresenta l’78% del totale delle nuove assunzioni. I contratti a termine sono così suddivisi: contratti a tempo determinato sono 9.455 che rappresenta il 35% del totale delle nuove assunzioni; contratti in somministrazione pari 5.622 e rappresentano il 21% di tutti i contratti; contratti stagionali sono 498 pari al 2% sul complessivo delle assunzioni; contratti intermittenti sono ammontati a 5.269 pari al 20% sul totale dei contratti di assunzione.
Le assunzioni a tempo determinato, suddivisi per età, presentano quanto segue: il 50% è concentrato nella fascia d’età da 30-50 pari a 4.708 unità; il 31% fino a 29 anni pari a 2.977 assunzioni; il 19% over 51 pari a 1.770 .
Le assunzioni stagionali rapportati all’età: il 36% pari a 181 sono over 51 anni; il 36% pari a 181 sono fra 30-50; il restante 27% pari a 136 sono fino a 29 anni.
Le assunzioni in somministrazione suddivisi per età: il 48% pari a 2.676 sono da 30-50 anni; il 40% pari a 2.258 sono fino a 29 anni; il 12% pari a 688 sono over 51 anni.
Le assunzioni con contratti intermittenti scomposti per età: il 33% pari a 1.718 fino a 29 anni; il 33% pari a 1.764 da 30-50 anni; il 34% pari a 1.787 per gli over 51 anni.
Un dato molto importante è quello relativo alle assunzioni dei giovani, pari a 9.181 neo assunti, che complessivamente rappresenta il 34% del totale delle assunzioni di cui ben 7.089 sono assunti con contratti a termine. Questo significa che il 77% delle assunzioni dei giovani è in condizioni di precarietà occupazionale. Dato peggiore di quello Lombardo che si attesta al 75%.
Il restante quadro delle assunzioni vede il 45% nella fascia da 30-50 pari a 11.931, mentre over 50 abbiamo il 21% delle assunzioni pari a 5.606.
Le soluzioni della Cisl
La Cisl ha già posto questo tema del precariato al Governo, indicando quali soluzioni porre in campo: ridurre stabilmente il cuneo fiscale sul lavoro a tempo indeterminato; consolidare gli incentivi alle assunzioni degli under 29; ripristinare le restrizioni sui voucher, visto l’ampia gamma di contratti flessibili a disposizione per le assunzioni; rafforzare l’intera filiera dell’istruzione, dalle scuole all’istruzione universitaria; attivare le politiche attive con il Programma GOL; contrastare i contratti di lavoro discontinui (contributo dovuto dal datore di lavoro inversamente proporzionale alla durata del contratto); incentivi le aziende che contrattano la conciliazione vita professionale-vita privata; migliorare le condizioni di lavoro nei settori labour intensive (ad alta intensità di lavoro quali l'agricoltura, la ristorazione, l'industria alberghiera, nelle industrie che richiedono molta manodopera per produrre beni e servizi); maggiore partecipazione dei lavoratori alla governance aziendale.