Dopo lo stop alle deroghe per le monocolture arriva dalla Unione Europea un’altra doccia fredda: entro il 2030 non esisteranno più campi in sintetico.
Calcio, calcetto, tennis, rugby o golf. La messa al bando non conosce segmento: entro sei anni, entro il 2030, in Europa non dovranno più essere presenti campi da gioco in erba sintetica. Le perplessità riguardano la salute degli utilizzatori.
Dopo l’annuncio che le deroghe all’impiego delle monocolture, concesse allo scoppio della guerra in Ucraina, con la prossima Pac verranno meno anche i campi in erba sintetica avrebbero le ore contate: secondo quanto stabilito dalla Commissione europea si tratta di superfici dannose per la salute e, proprio per questo motivo, ogni impianto del genere dovrà essere dismesso al massimo entro il decennio.
I motivi dietro la decisione
Secondo la Commissione europea i fili d'erba che formano i terreni di gioco sintetici sarebbero una minaccia per la salute degli sportivi e per quella del pianeta.
In termini generali, i campi in sintetico vengono preferiti a quelli naturali per ragioni di costi di manutenzione, di resistenza a fattori ambientali come precipitazioni o infestazioni di funghi, o di prestazioni. Sarebbe proprio il polietilene in granuli, utilizzato per migliorare l’utilizzo, ad essere finito all’indice.
Le perplessità sulla salute
A corroborare la tesi della Commissione i risultati di uno studio condotto lo scorso anno dalla rivista Environment International, nel quale è risultato che l'80% degli sportivi sottoposti ad analisi dopo aver giocato su campi in erba sintetica presentava tracce di microplastiche.
In Italia: sono il 22% del totale
Secondo la Figc in Italia i campi in erba sintetica sono poco meno di 3mila, il 22% del totale degli impianti. C’è tempo fino al 2030 per trovare una alternativa ma questa comunque non risolverebbe il tema degli investimenti: per realizzare gli impianti, anche in tempi recenti, soggetti privati e amministrazioni pubbliche hanno acceso finanziamenti e mutui con scadenza ben posteriore alla fine del decennio.