Li ha fermati per strada, li ha impietositi e poi li ha truffati per 90 euro. E ora due cittadini di Sommacampagna raccontano la loro storia perché nessuno possa cadere in questa trappola. È accaduto sulla strada tra la frazione di Caselle e il capoluogo.
Il racconto della coppia truffata
Marito e moglie sono in auto quando a bordo strada un uomo si sbraccia chiedendo di fermarsi. I due frenano e accostano chiedendo quale sia il problema. Da lì è inizia la sceneggiata.
«C'erano altre auto, ma nessuno si fermava, così lo abbiamo fatto noi», raccontano. «Non siamo degli sprovveduti, quell'uomo ci sembrava disperato. Ha iniziato a piagnucolare, ci ha detto di essere rimasto senza benzina e indicava l'auto che aveva una targa straniera. Ci ha detto di essere romeno e parlava molto bene l'italiano. Dapprima ci ha chiesto se conosciamo persone romene o serbe nei dintorni cui chiedere aiuto. Ha detto che era in riserva e non riusciva a fare benzina e continuava a mostrarci del denaro di valuta straniera. Diceva che non poteva fare rifornimento con quei soldi».
I due cittadini lo ascoltano e, impietositi, decidono di aiutarlo. Aprono il portafogli offrendogli 30 euro, ma non bastano. L'uomo si fa insistente e ne chiede ancora proponendo in pegno un anello d'oro. «Aggiungiamo denaro e poi ancora e alla fine gli diamo 90 euro. Ci dà in pegno un anello che poi abbiamo scoperto non valere niente».
La «truffa dell'anello»: cos'è
Una volta a casa, marito e moglie, dubbiosi sull'accaduto, cercano su internet trovando conferma che esiste proprio la truffa dell'anello e della valuta romena.
A Bologna alcune persone fingevano di essere in difficoltà e davano in cambio di denaro delle monete romene di scarso valore. A Udine è accaduto, invece, la stessa cosa successa a loro: è stato dato in pegno un anello finto.
I soldi sono perduti, ma la coppia, tradita e rammaricata, vuole evitare questa spiacevole truffa ad altri e racconta la sua storia «perché qualcuno non cada nel tranello e tutti lo sappiano». I coniugi sono andati oltre: hanno segnalato l'accaduto al Cdv, il Controllo di vicinato avviato a Sommacampagna alcuni anni fa: la chat Whatsapp, organizzata dal Comune, in cui sono presenti oltre ai cittadini che fanno richiesta e che vengono registrati, anche le istituzioni comunali e, soprattutto, la polizia locale.
«La segnalazione di questa coppia è molto utile perché avvisa l'amministrazione comunale e gli altri iscritti alla chat», spiega il consigliere comunale delegato alla sicurezza, Maurizio Cassano. «La polizia locale, che è nella chat, presterà attenzione a questo comportamento e alla descrizione del truffatore» (potrebbe avere tra i 40 e i 45 anni, secondo la coppia, che ha anche preso nota del numero di targa dell'auto.
I precedenti
Questo episodio non è nuovo. Una decina di anni fa, sulla tangenziale Sud, sempre all'altezza dell'uscita di Caselle, un uomo, con un ragazzino al fianco e l'auto ferma nella piazzola di sosta, fermava le auto fingendo di dover raggiungere Torino. Quando gli si spiegava che doveva prendere l'autostrada, a poca distanza da lì, diceva di non aver soldi per pagare il pedaggio. Diverse persone hanno dato denaro. Salvo poi rivederlo qualche settimana dopo nella stessa posizione, fermare ancora le auto.
A dicembre scorso, invece, nel Villafranchese, si presentava un finto corriere alla porta dicendo di dover consegnare un pacco dietro contrassegno. Ma all'interno dell'involucro non c'era niente oppure oggetti di poco conto.