La madre di Saman Abbas, Nazia Shaheen, 51 anni, è stata arrestata in Pakistan, un villaggio ai confini con il Kashmir. La donna, latitante, a dicembre era stata condannata come, il marito, all'ergastolo dalla Corte di assise di Reggio Emilia, per l'omicidio della figlia di 18 anni uccisa a Novellara (Reggio Emilia) nella notte fra il 30 aprile e il primo maggio 2021.
La madre di Saman a Islamabad per le procedure di estradizione
È stata trovata in un villaggio ai confini con il Kashmir, nell'ambito delle attività d'indagine svolte in collaborazione con Interpol e la Polizia Federale pachistana. Dopo l'arresto in un villaggio ai confini con il Kashmir, a quanto si apprende è stata trasferita a Islamabad per le procedure formali di estradizione.
Era latitante da oltre tre anni
Nazia Shaheen, era latitante dal primo maggio 2021 insieme al marito, Shabbar Abbas, padre della ragazza di 18 anni uccisa a Novellara (Reggio Emilia). I due erano fuggiti, partendo con un biglietto di sola andata, il primo maggio, da Milano Malpensa per Lahore, come testimoniato dalle liste d'imbarco e dalle telecamere al gate dell'aeroporto. La richiesta di estradizione per entrambi, madre e padre di Saman, era stata firmata dall'allora ministra della Giustizia Marta Cartabia il 23 settembre 2021.
Shabbar fu arrestato il 15 novembre 2022 nella regione del Punjab su mandato di cattura internazionale. Dal momento dell'arresto al suo arrivo in Italia trascorsero quasi dieci mesi. Per lui la procedura di estradizione fu particolarmente lunga per la mancanza di accordi bilaterali in materia fra Italia e Pakistan. Il via libera da parte della magistratura, dopo molti rinvii, arrivò il 4 luglio 2023, ma mancava l'ok del governo pachistano. Il semaforo verde si accese a fine agosto, con la concessione dell'estradizione del ministro dell'Interno pachistano. Un esito storico perché non era mai successo che una estradizione attiva fosse concessa dal Pakistan. Shabbar atterrò in Italia su un volo dell'Aeronautica militare nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre 2023.
La storia di Saman Abbas, da scomparsa al ritrovamento corpo e alle condanne
La 18enne di origine pakistana che viveva con la famiglia era sparita da Novellara (Reggio Emilia) tra il 30 aprile e l'1 maggio 2021. Ad allertare le forze dell’ordine dopo la scomparsa della giovane era stato il suo fidanzato, Saqib. Saman si era i opposta alle nozze forzate, decise dalla famiglia, con un cugino in Pakistan
La vicenda, però, era iniziata quando Saman, ancora 17enne, si era rivolta ai servizi sociali per denunciare i genitori per maltrattamenti e per il reato di induzione al matrimonio. Si rifiutava di indossare il velo islamico. La ragazza, quindi, era stata portata in una struttura protetta per minori. La madre Nazia l’aveva pregata, con un sms, di restare con loro, assicurandole che non le avrebbe più imposto ciò che Saman non voleva fare. La 18enne era quindi tornata a casa.
I sospetti sulla scomparsa della giovane presto caddero sulla sua famiglia. Lo zio Danish Hasnain e i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq furono arrestati all’estero: 14 anni allo zio e assolti i cugini. Nel novembre 2022 fu arrestato in Pakistan il padre Shabbar Abbas. Nello stesso mese furono trovati resti umani a Novellara: il 4 gennaio 2023 la conferma dell’identità. Il 19 dicembre la sentenza: ergastolo ai genitori.