«Gentile cliente, per motivi di sicurezza le sue credenziali bancarie verranno bloccate. Per evitare il blocco effettui la verifica tramite il link...». È il classico messaggino come a tanti è capitato di ricevere, fatto apposta per carpire i dati di accesso.
Le truffe online sono in aumento, complice la grande diffusione dei mezzi di pagamento elettronici e della home banking, e gli sms sono ancora tra i maggiori vettori per truffare gli utenti. Il motivo è semplice: c’è sempre qualcuno che ci casca.
È il lato oscuro della digitalizzazione, un problema sociale di fronte al quale occorre sapere come difendersi. Temi al centro di un incontro sulle minacce cyber nel settore bancario organizzato da Adiconsum e dal sindacato Fnp Cisl in collaborazione con Unicredit. Per parlarne è intervenuto Renato Perrone, capo della sicurezza informatica di Unicredit.
«Il fattore umano è determinante», ha detto. «Il 99 per cento delle frodi dipende dal peso che si dà al mondo virtuale rispetto a quello reale. Se nessuno consegnerebbe mai le chiavi di casa a uno sconosciuto, c’è chi è disposto a fornirgli il pin della carta di credito».
I truffatori sono creativi
Va sottolineato che i truffatori sono creativi e per evitare di essere scoperti ideano continuamente nuove tattiche: dai messaggi fasulli con richieste di aprire link o file alle telefonate da parte di finti operatori con false proposte di investimento, per non parlare delle truffe agli sportelli automatici, che sono all’ordine del giorno. «Da maggio registriamo centinaia di casi di messaggi whatsapp inviati da persone che si spacciano per il figlio dell’utente e gli comunicano di aver attivato un nuovo numero di telefono. A quel punto avviano una conversazione che sfocia nella richiesta di effettuare un pagamento per una multa, o per ricaricare la carta prepagata».
«Ingegneria sociale»
È la cosiddetta ingegneria sociale, che consiste nella raccolta di informazioni sulla vittima e nello studio delle sue relazioni. Ai tempi dei social network, non c’è niente di più semplice. Per questo l’educazione degli utenti è fondamentale.
I campanelli d'allarme: come alzare le antenne
«L’urgenza, la richiesta di inserire dati o di aprire link sono tutti segnali d’allarme di un finto messaggio inviato da un falso mittente. Prima di interagire con il mondo digitale bisogna usare le stesse accortezze che si usano nella vita reale, contattare la propria filiale di riferimento e nel caso di chat insolite inviate da presunti parenti, telefonare al numero che abbiamo in memoria».
Aiuta aggiornare le App e i computer, evitare il download di App non certificate, proteggere l’identità non inserendo mai pin e codici di accesso su pagine raggiunte tramite link ricevuti via mail.
All’incontro, introdotto dal presidente di Adiconsum Davide Cecchinato, è intervenuta Alessandra Lombardi, responsabile retail di Unicredit per il Nordest.