«Negazionista e priva dei requisiti accademici indispensabili per ricoprire un incarico di alta responsabilità». Con queste motivazioni le opposizioni in Consiglio regionale - Pd, M5S, Alleanza Verdi Sinistra e Patto civico - hanno invocato la revoca dell'incarico alla presidente di Arpa Lombardia Lucia Lo Palo. La richiesta è stata formulata da una mozione rivolta al presidente del Consiglio regionale Federico Romani, ma il caso non è stato affrontato ieri in aula in quanto non ne è stata riconosciuta "l'urgenza". «Evidentemente all'interno del centrodestra ci sono divisioni in merito alla figura della presidente, altrimenti non avrebbero avuto difficoltà a salvarla compatti - sottolinea il capogruppo del M5S Nicola Di Marco -. Noi ritenevamo urgente discuterne subito, per evitare altri danni d'immagine ad Arpa, evitando che dopo quelle negazioniste sul clima, la presidente possa arrivare a giustificare altre strampalate teorie, come ad esempio quelle terrapiattiste. La settimana prossima torneremo a chiedere la rimozione di Lucia Lo Palo dal suo incarico».
La tempesta sulla nuova presidente di Arpa Lombardia
A scatenare la tempesta era stata una frase della Lo Palo: «Il cambiamento climatico non è colpa dell'uomo». Intervistata nei giorni scorsi da Claudio Brachino nel corso della trasmissione Primo Piano di Italpress, la presidente di Arpa Lombardia ha detto in modo chiaro di non credere al peso delle attività umane sul cambiamento climatico, ricondotto invece a dinamiche cicliche: «Noi attraversiamo il cambiamento climatico da molto tempo, da sempre, da quando la Terra esiste», aggiungendo anche di voler lavorare per iniziative rivolte ai giovani per sottrarli alla «eco-ansia».
Tanto è bastato per chiedere la sua testa. «Dal giorno della sua nomina abbiamo sollevato il problema legato all'inadeguatezza della presidente Lo Palo - spiega Di Marco -. Abbiamo già presentato due interrogazioni alla giunta regionale: la prima riguarda il mancato titolo di studio adeguato, la seconda in merito al fatto di aver negato pubblicamente l'esistenza di un problema ambientale. Quindi, oltre a non avere competenze in materia, la nomina è incompatibile con la materia stessa».Secondo il M5S, Lucia Lo Palo andrebbe rimossa dall'incarico «sempre che a Regione Lombardia interessino davvero le sorti di Arpa, dal momento che è previsto dal 2026 un de-finanziamento dell'Agenzia per 4 milioni di euro».
Pd all'attacco: «La sua presenza è fonte d'imbarazzo per la giunta Fontana»
Per il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, «la presenza di Lo Palo è una fonte di imbarazzo per Fontana e la sua Giunta e farebbero meglio a rimuoverla dall'incarico e a mettere al suo posto una persona con competenze specifiche e la necessaria indipendenza». Nel testo si fa riferimento anche al fatto che «sullo stato ambientale la presidente ha sostenuto che la qualità dell'aria nella nostra regione è molto migliorata, e che la colpa dell'attuale situazione non è delle istituzioni e neanche delle industrie, "che hanno capito"». Affermazioni che, secondo le minoranze, «contrastano non tanto col sentire comune, quanto con la quasi totalità degli esperti a livello mondiale».