Al parco lo conoscono quasi tutti, e lui conosce quasi tutti e li chiama per nome.
Bruna e Cristina del Forno di Prezzemolo, Giuseppe, Andrea e Antonino , gli addetti alla «Flying Islands», e poi ancora Andrea e Mohammed della Merlin Stube, Nicoletta, Fabiola, Jessica e tanti altri, fino a Vincenzo, addetto alle pulizie.
Lui si chiama Claudio, ha 40 anni lavora in un'azienda che si occupa di controlli qualità, e definirlo «visitatore» di Gardaland è un po' riduttivo. Visto che al parco di Castelnuovo del Garda ci è quasi «domiciliato»: ci va oltre venti volte all'anno, sobbarcandosi ogni volta 160 chilometri andata e ritorno (abita a Paratico, nel Bresciano), rappresentante di una sorprendentemente folta pattuglia di affezionati che a Gardaland ci vanno decine di volte all'anno e che sono virtualmente riuniti nel Gruppo Facebook Abbonamento a Gardaland, che conta oltre 15 mila iscritti.
Gardaland, la passione di una vita
«È cominciato tutto da bambino, con la mia famiglia», racconta. «Gardaland era la gita annuale, una volta all'anno. Respiravo la magia delle attrazioni per bambi, mi nascondevo dentro al vagone».
Cresciuto, sono cominciate le gite con l'oratorio, «e i miei a un certo punto facevano fatica a venirmi dietro».
Ma dopo centinaia di volte a Gardaland, cos'è che lo appassiona? «Tutto. A 16 anni mi organizzavo con gli amici: venivamo in treno e puntavamo alle attrazioni adrenaliniche e acquatiche, ma adesso apprezzo tutto. Certo, se salto le “dark ride” come I Corsari, o Jumanji o le Jungle Rapids, esco con l'amaro in bocca, ma adoro anche gli spettacoli. Sono andato a teatro per caso e mi è piaciuto, era un musical: ho cominciato a prendermi il programma e a farli tutti: ci sono artisti bravissimi. Mi sono reso conto che prima avevo una visione parziale, rinunciando agli spettacoli. E adesso mi faccio persino le attrazioni di Peppa Pig e Do re mi Farm, sono comunque rilassanti: ti fai un giretto tranquillo anche dopo pranzo. Perché un'altra cosa che ho scoperto e apprezzato è la ristorazione: la locanda del Corsaro nero, il Saloon, l'Oktober Fest, o i ristoranti degli hotel quando ci sono eventi.
I «matti» di Gardaland
Claudio Bellini ovviamente da anni è abbonato, anzi, ora ha la «membership club» che dà diritto a diversi benefit («mi vivo il parco più rilassato così») e a Gardaland ha trovato tanti come lui.
Raccolti nel gruppo Facebook, dove Claudio posta diverse foto e consigli per vivere il parco al meglio, e non solo. Ci si scambia consigli, impressioni e suggerimenti, sulle nuove attrazioni, sulel offerte, sulle aperture e i servizi.
«Io quando vado al parco là butto lì e fra gli appassionati spunta sempre qualcuno con cui condividere qualche attrazione. A volte anche senza organizzarsi prima. C'è gente che viene più volte di me. E anche da più lontano», racconta. «C'è gente dalla Bergamasca ma anche dal Piemonte o dalla Toscana. Ci diamo appuntamento e poi magari si va a mangiare qualcosa assieme».
Con i lavoratori di Gardaland
E poi ci sono i lavoratori di Gardaland, per i quali Claudio è diventato un viso conosciuto.
«Ne ho conosciuti tanti, anche se negli ultimi anni c'è stato tanto turnover, anche per le chiusure forzate causa covid.
Sono gentilissimi con me. «Tu ci saluti e ci ringrazi, non è una cosa da poco».
E al telefono snocciola decine di nomi a memoria: «Lacrimiora,, Emanuela Rachele, Antonietta, e Adina...» e non si ferma più.
Spesso posano per selfie con lui, che pubblica sul gruppo Facebook. Creando una vera e propria galleria virtuale dei volti e delle storie che stanno dietro i cappellini e le divise. Gardalando sono anche loro, anzi, soprattutto loro.