L'INTERVISTA

L'assessore regionale Mazzali: «Il Garda screditato dalle fake news. Incontrerò l’ambasciatore tedesco»

Da settimane difende a spada tratta il Benaco, tanto che le è valso il soprannome di «Giovanna d’Arco»: prima le file sulla strada della forra di Tremosine finite su tutte le Tv tedesche, poi la barca di E.On che avrebbe dovuto denunciare gli effetti dei cambiamenti climatici, quindi la Goletta dei Laghi che bocciava le acque gardesane
Assessore Barbara Mazzali è impegnata su più fronti anche a difesa del lago di Garda
Assessore Barbara Mazzali è impegnata su più fronti anche a difesa del lago di Garda
Assessore Barbara Mazzali è impegnata su più fronti anche a difesa del lago di Garda
Assessore Barbara Mazzali è impegnata su più fronti anche a difesa del lago di Garda

Da settimane risponde a ogni attacco che sembra cercare di gettare «fango» sul lago di Garda. Una difesa a tutto tondo che, tra albergatori e operatori del Benaco, le è valso il soprannome di «Giovanna d’Arco» del lago. E Barbara Mazzali, Fdi, assessore a Turismo, Marketing territoriale, Design e Moda di Regione Lombardia, si dice pronta a tutto pur di difendere l’onore dello specchio d’acqua bresciano, il più grande bacino dolce d’Europa. Prima le file sulla strada della forra di Tremosine finite su tutte le Tv tedesche, poi la barca di E.On che avrebbe dovuto denunciare gli effetti dei cambiamenti climatici, quindi la Goletta dei Laghi che bocciava le acque gardesane: a ogni ombra gettata sulle rive del lago Mazzali ha reagito accendendo quella che definisce «la luce della verità».

La sua può essere considerata una crociata per difendere l’onore del Garda calpestato da quelle che definisce «fake news»?

È indiscutibile che i messaggi veicolati da alcune campagne stampa, soprattutto straniere come Tv Sat 1, non erano un messaggio solo ecologico. Si parlava di siccità, mancanza di acqua e altri problemi che lasciavano pensare che sul Garda ci fosse un serio problema. Cosa non vera, visto che i livelli del lago in queste settimane sono abbondantemente nella media stagionale se non addirittura superiori. Ma poi i modi e la superficialità di alcuni che hanno permesso di mettere una istallazione che racconta un lago in sofferenza all’inizio della stagione, con una barca simbolo che non galleggia perché nel Garda non c’è più acqua. Pessima immagine.

Però la barca della discordia ora non c’è più, rimossa dopo le polemiche. Rimangono i dati di Legambiente e della Goletta Verde che ha contestato duramente. Chi tocca il Benaco muore?

Certo. Non voglio immaginare che ci sia qualcuno che stia remando contro il Garda. Ma sicuramente se dovesse esserci una regia per screditare il comprensorio troverà il mio muro. Il Garda è tra i territori più accoglienti non solo della Lombardia e d’Italia ma dell’Europa. Abbiamo strutture di altissima qualità, un turismo che offre servizi di estrema eccellenza. E poi hanno dato tre bandiere azzurre che sono a dimostrazione della qualità anche dell’acqua.

Regione Lombardia è stata immediata e pronta a rispedire ogni accusa al mittente.

Sulla comunicazione che viene fatta sui nostri territori avrò sempre una attenzione maniacale, quasi morbosa. Nessuno può mettere in dubbio i nostri gioielli. L'ultimo comunicato di Legambiente tenta di danneggiare ancora una volta, il lago di Garda, che ribadisco è una punta di diamante del nostro territorio a vocazione turistica. Il report Goletta dei Laghi 2023 che ho letto racconta uno scenario non veritiero che induce in errore il lettore. Risulterebbe, a detta loro, che sulla nostra sponda bresciana del lago, esattamente alla foce del torrente in località Santa Maria di Lugana a Sirmione e a Toscolano Maderno, dove si trova la foce del Rio Lefà, l'inquinamento sia sopra dei limiti di legge. Peccato che Regione Lombardia esercita un controllo e un monitoraggio continuo attraverso Arpa e Ats, e che dai report analitici di questi enti emerge che la balneabilità del lago di Garda è eccellente sotto qualsiasi profilo, sanitario e ambientale, si può pacificamente affermare che la salute dei turisti delle spiagge del lago non è in discussione.

Del resto il Garda risulta essere la parola più usata tra gli hashtag turistici. Vuol dire che la cattiva pubblicità non ha minato la voglia di scoprire il Benaco in tutte le sue particolarità e le sue eccellenze?

Va bene ma ci vuole un attimo per screditare un intero territorio. Basta una cosa che magari non stravolge la qualità offerta ogni giorno da albergatori e operatori di settore per affossare anni di lavoro e azzerare un intero territorio. Pensiamo all’Oltrepò pavese coinvolto in inchieste sul vino. Ancora oggi, malgrado ci siano decine di produttori di grande livello si fatica a far promozione.

Ha intenzione di incontrare i suoi colleghi tedeschi per raccontare la vera verità e cercare di ricucire i rapporti che nelle ultime settimane sembrano deteriorati?

Sicuramente occorre tornare all’immagine del Gardasee che i tedeschi amano. Nelle prossime settimane organizzerò un incontro con l’ambasciatore tedesco per discutere di quanto successo e rilanciare l’immagine del Benaco a livello internazionale. La realtà, fortunatamente, conferma che il Garda non teme attacchi e che per sua natura è un vero gioiello da preservare e promuovere. Il nostro compito istituzionale è evitare che le fake news rovinino il lavoro di un sistema che ci invidia ogni Paese estero.

Giuseppe Spatola

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