«Chiara era un’ottima studentessa, amava quello che faceva e lo faceva con passione. È difficile parlare in questo momento ma posso dire che fin dal primo anno ha sempre voluto occuparsi di buiatria, ha sempre desiderato fare la professione in questo ambito. Non è una scelta così inusuale», il dottor Enrico Fiore parla a fatica.
La notizia della morte di Chiara Santoli è arrivata come un fulmine a Legnaro, sede della Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova. Una carriera scolastica scandita dalla regolarità e dalla passione per i bovini, la tesi preparata con il dottor Fiore era dedicata all’ecografia nei vitelloni da carne.
La pratica veterinaria
«Scusi ma ho letto su qualche sito che è stata definita una ”tirocinante”, Chiara era un medico veterinario e stava iniziando il suo percorso professionale al fianco di un collega molto bravo, molto in gamba e stimato. Stava facendo pratica, non un tirocinio. La sua permanenza qui è stata ricca di soddisfazioni, abbiamo festeggiato con lei il riconoscimento che la Società italiana di Buiatria le aveva assegnato proprio per la sua tesi, il gruppo degli internisti aveva brindato con lei, una ragazza solare. Oggi è una giornata di lutto per tutti».
«Chiara voleva occuparsi dei bovini, aveva seguito tutta la parte del filone ed era determinata», la ricorda così il professor Matteo Gianesella la cui attività si basa sulle patologie metabolico-nutrizionali dei ruminanti, sulla clinica medica e terapia degli animali da reddito, sul benessere animale e sulla qualità delle produzioni zootecniche. «La decisione di seguire un collega che si occupa di allevamenti è connessa alla formazione dei giovani che si inseriscono nel mondo del lavoro, in Trentino le realtà allevatoriali sono ridotte e quindi credo che la scelta di fermarsi in Veneto dopo la laurea fosse legata proprio a questo. So poco dell’incidente, ma non è una cosa così infrequente che un animale, spostandosi, possa causare traumi mortali. I bovini sono a stabulazione libera, non sono costretti in spazi ridotti o legati, arrivano a pesare sette quintali quindi si capisce come possano mettere a rischio la vita di chi li segue».
Studentessa modello
Chiara Santoli aveva frequentato il liceo classico Rosmini a Rovereto dove ha vissuto con la famiglia, originaria della Campania, e dove probabilmente sarebbe tornata una volta introdotta nell’ambito che amava, la cura dei bovini. Ha una sorella più grande, Giulia, di 28 anni, il padre Giuseppe è preside dell'istituto tecnico economico e tecnologico Fontana, ed è stato preside di altre scuole in città, quindi è molto conosciuto.
Il ricordo di insegnanti e colleghi
Ieri lui e la mamma della giovane si sono precipitati a Sommacampagna, disperati erano in caserma, hanno ricevuto il conforto e l’abbraccio di chi è stato testimone impotente di una tragedia che ha stravolto la loro vita. «Era una studentessa impegnata e seria», la ricorda Vittorio Bertolini, uno dei suoi insegnanti al liceo, «molto riservata. Una brava ragazza senza stupidaggini per la testa. Anche se era uscita da qualche anno dalla nostra scuola, il suo ricordo è tornato vivo alla notizia della sua scomparsa. Era anche in una bellissima classe, di ragazzi affiatati fra loro e studiosi, lei nel gruppo era fra le più brave».
La natura e gli animali, Chiara ha inseguito il suo sogno di diventare un medico veterinario. E ce l’ha fatta in tempi rapidi tant’è che all’Ordine si era iscritta sette mesi fa. «Era una neo iscritta - spiega il presidente dell’ordine dei veterinari trentini Marco Ghedina. «A marzo nell’assemblea ordinaria si era presentata per il giuramento di Ippocrate. Non c’è stato modo di avere una conoscenza diretta se non lo scambio di poche parole, ma una morte così giovane, sul lavoro, è un grande dolore per tutti noi».
Una ragazza fisicamente minuta e riservata nel carattere, determinata nell’inseguire il suo sogno professionale, era questo Chiara Santoli. «Un animo delicato», la ricorda Michele Noldin, suo insegnante di italiano e latino alle superiori, «che non cercava mai né i riflettori né situazioni in cui mettersi in mostra. Molto educata, seria, diligente. Riservata, certamente, ma non per questo ombrosa, anzi una ragazza serena e ben integrata nel gruppo classe».
A ricordare la giovane veterinaria e a stringersi al dolore della sua famiglia anche il sindaco di Rovereto, Francesco Valduga: «Non esistono parole che possano lenire un dolore così grande come la perdita di una figlia così giovane», ha dichiarato quando ha appreso della tragica notizia, «mentre svolgeva il lavoro che amava. Insieme alla Giunta comunale, ci stringiamo alla famiglia Santoli in questo momento così drammatico».
Della sua voglia di studiare e della passione per gli animali da stalla restano i ricordi e le foto pubblicate su qualche social, le immagini di lei, in mezzo a un campo, seduta su un ballone di paglia.
Il cordoglio del governatore Zaia
«Un tragico incidente, una fatalità rarissima, ha tolto la vita a una ragazza che amava gli animali, proprio a causa di un animale. E’ una vicenda straziante, per la quale rivolgo il mio profondo cordoglio alla famiglia, a tutti coloro che le volevano bene e alla categoria dei veterinari». Così, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, esprime il suo cordoglio per la morta di Chiara Santoli. «Chiara aveva scelto di stare dalla parte degli animali - aggiunge Zaia - di occuparsi della loro salute e stava facendo il tirocinio con un veterinario esperto, seguendo le regole e il suo istinto amorevole. Una tragica evenienza l’ha strappata al suo sogno e ai suoi cari».