Lavoro e famiglia. È così che gli amici di Medole ricordano Gianfranco Corso, morto cinque giorni dopo aver respirato fumi tossici in un pozzo al santuario di San Polo di Lonato. Corso, famiglia di agricoltori, si era trasferito a Carpenedolo, paese di origine della moglie, 15 anni fa, rimanendo comunque molto legato a Medole, dove i genitori e il fratello Gianluca continuano a vivere nella frazione di Colla. Dipendente della ditta Nodari di Carpenedolo, era impegnato con il Gruppo di raccolta del verde Medole Venti.
Tra i volontari la notizia della morte è arrivata nella tarda mattinata di ieri, lasciando tutti senza parole. «Era un uomo buonissimo, conosciuto per essere un lavoratore instancabile, caratteristica di tutta la sua famiglia» dice Fabio, uno degli attivisti del gruppo, che ricorda di averlo visto per l’ultima volta alcuni giorni fa mentre sistemava un giardino.
«Anni fa con la sua famiglia facevano il pane in casa, che poi portavano in parrocchia. Ricordo che Gianfranco prima di infornare faceva una croce sulle pagnotte come segno di riconoscenza. Era molto religioso». Oltre alla compagna, Francesca Maia, lascia due figli, Stefano, ventenne, e Filippo, di 13 anni.
«Era molto legato a loro, e a tutta la famiglia - dice Juri Gatti, uno degli amici più stretti, sconvolto dalla tragedia, rimasto in questi giorni attaccato al telefono per avere notizie sulle sue condizioni di salute - aveva riportato ferite alle gambe, e subito era stato operato per una frattura. Però aveva anche un ematoma in testa, evidentemente causato dalla botta che aveva preso precipitando nel pozzo, e i medici lo hanno messo in coma farmacologico. Probabilmente però il gas che aveva respirato lo aveva danneggiato gravemente».
Indagini in corso
Per chiarire con esattezza la causa della morte, sarà eseguita l’autopsia, che il pm della procura di Brescia Lisa Saccaro ha fissato per oggi. Per fare luce sulla disgrazia il pm Saccaro ha aperto un fascicolo con le ipotesi di omicidio colposo e lesioni colpose. Si tratta di un fascicolo contro ignoti Al santuario di San Polo di Lonato in questi giorni sono state fatte approfondite verifiche, per capire da dove arriva e di che natura è il gas che ha causato il gravissimo incidente.