I fatti del 2 giugno

Maxi-rissa, riunione fra sindaci e prefetto. «Le vittime delle molestie sono più di cinque»

Rissa e caos sul Lago (foto Ferraro)

Tutti i sindaci della sponda veronese del Lago di Garda parteciperanno domani alle 17 ad una riunione con il Prefetto di Verona per discutere di sicurezza e viabilità dopo la maxirissa scoppiata il 2 giugno scorso tra Peschiera e Castelnuovo. È lo stesso sindaco di Castelnuovo, Giovanni Dal Cero, a darne notizia. «Sono contento - dice oggi all’Ansa - che sia passando il messaggio che il problema della sicurezza debba essere trattato unitariamente, con a capo Questura e Prefettura». Dal Cero ha già stilato la lista delle richieste che rivolgerà al Prefetto. «Chiediamo che ci sia la consapevolezza da parte del Ministero dell’interno che da Pasqua sino ad ottobre ci servono degli agenti in più - sottolinea - e che è necessario un maggior coordinamento tra territorio e autorità, oltre ad un controllo più stringente delle stazioni ferroviarie». Sul fatto che non ci fossero telecamere sul treno sul quale le cinque adolescenti lombarde hanno subito molestie da parte di una trentina di giovani, il sindaco rilancia. «Vorrei che i Carabinieri - sottolinea - vedessero in diretta ciò che riprendono le nostre telecamere municipali, per poter intervenire direttamente».

 

Maxi-rissa, incontro fra parlamentari e sindaci (video Pecora)

 

IL COMMENTO

«Credo che siano interessati due grossi ambiti: quello della sicurezza e quello della socialità. Gli interventi sociali estesi sul territorio nazionale dovranno "tamponare" questi giovani, dovranno cercare di capire la radice del problema e dovranno risolverlo». Lo ha sottolineato oggi la sindaca di Peschiera del Garda, Orietta Gaiulli, a margine dell’incontro con alcuni parlamentari veronesi dopo la maxirissa del 2 giugno e le molestie ad alcune ragazze. «È un lavoro grande - ha precisato Gaiulli - ma bisogna cominciare, altrimenti fra cinque anni credo che avremo grossi problemi». Riguardo alla sua lettera con richiesta di dimissioni a chi non ha raccolto i segnali di allarme da lei dati il 30 maggio, Gaiulli ha precisato che «in maniera provocatoria ho detto che ci deve essere qualcuno che si dimette, perchè se andiamo ad analizzare e a "grattare" le carte probabilmente qualcuno che ha sottovalutato c’è stato, e c’è anche qualcuno che poteva probabilmente tamponare il problema fin da subito, dando sicurezza sulle proprie spiagge. Noi - ha ribadito, riferendosi al vicino comune di Castelnuovo - siamo stati oggetto di disgrazia per il fatto che siamo vicini a una spiaggia libera».

 

LE INDAGINI

«In tribunale non si fanno processi sociologici. Considerata l’estrema gravità di quanto accaduto, è comprensibile invocare il massimo rigore. Ma prima bisogna attribuire con assoluta certezza i singoli reati a chi li ha commessi». Lo dice il procuratore reggente di Verona Bruno Francesco Bruni al Corriere del Veneto commentando la maxirissa sul Garda . Entrambe le inchieste aperte dagli inquirenti scaligeri risultano per ora «contro ignoti, nei confronti di persone da individuare».

A coordinare il doppio filone d’indagine sarà il pm Mauro Leo Tenaglia. «Il primo si concentrerà sui pesantissimi eventi accaduti in spiaggia e riguarderà danneggiamenti, risse, lesioni, rapine, devastazioni, vandalismi, interruzione di pubblico servizio - anticipa Bruni -. Il focus della seconda inchiesta invece sono le molestie sessuali subìte e denunciate in treno da almeno cinque minorenni. Abbiamo appena ricevuto gli atti dai colleghi di Milano, la competenza a indagare spetta a Verona». A riguardo si è ipotizzata una trentina di sospettati, ma nessuna delle ragazzine è stata finora in grado di riconoscere da foto e video colui o coloro che l’hanno ’ "toccata", indicando solo tatuaggi, capi d’abbigliamento e altri particolari a cui sarà comunque possibile trovare riscontro dai filmati, ma ci vorrà del tempo». Peraltro, per Bruni, le vittime sarebbero «più numerose rispetto alle cinque che hanno sporto denuncia, almeno il doppio». Quanto alle prove a disposizione degli investigatori per stringere il cerchio sul branco si profilano, oltre alle possibili testimonianze dirette, principalmente due piste: le decine di filmati pubblicati sui social e le immagini di videosorveglianza girate alla stazione di Peschiera e nei pressi del lungolago dov’è andato in scena il raduno sfociato in scorribande e violenze fino all’intervento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

Bruni ha specificato che le cinque adolescenti che hanno presentato denuncia risiedono nella provincia di Milano e di Pavia. L’invito della Procura di Verona è che le altre giovani che hanno subito molestie in treno o in stazione si facciano avanti. «La scelta è assolutamente libera» precisa il reggente della Procura, sottolineando che sarebbe utile alle indagini che «altre persone offese si aggiungessero alle denunce presentate» perché questo aumenterebbe la possibilità di arrivare all’identificazione degli autori di quanto avvenuto.

 

LA PREFETTURA DI BRESCIA

Dopo la maxi rissa di Peschiera del Garda la Prefettura di Brescia ha disposto «l’intensificazione delle misure preventive territoriali e dei controlli mirati presso le principali stazioni di partenza». Una decisione arrivata dopo un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nel quale - come spiega la Prefettura - «sono state esaminate le problematiche di sicurezza connesse all’intenso movimento di giovani che, utilizzando treni regionali, soprattutto nei fine settimana, raggiungono le principali località turistiche del lago di Garda».

 

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