La sentenza

Morte di Davide Rebellin: condannato a quattro anni il camionista tedesco che lo ha travolto e ucciso

La sentenza del processo per la morte dell'ex campione di ciclismo

Quattro anni di reclusione a Wolfgang Rieke per  aver travolto e ucciso l'ex campione di ciclismo Davide Rebellin nel novembre 2022 a Montebello Vicentino.

Nella mattinata di lunedì 14 ottobre è stata pronunciata la sentenza dal Tribunale di Vicenza ai danni del camionista tedesco, accusato di omicidio stradale con l'aggravante della fuga. L'uomo era fuggito dal luogo dell'incidente con il suo camion fino in Germania, e poi era stato individuato e arrestato dai carabinieri di Vicenza. 

La sentenza

Quattro anni di reclusione, più la revoca della patente di guida e il pagamento di tutte le spese processuali: questo in sintesi il dispositivo letto, dopo una breve camera di consiglio, dal giudice del tribunale di Vicenza Filippo Lagrasta.

Il pm aveva chiesto cinque anni. A dicembre scorso, invece, il giudice per le indagini preliminari di Vicenza aveva respinto la richiesta di patteggiamento a 3 anni e 11 mesi di reclusione, che era stata presentata dai legali di Rieke.

Processo per la morte di Davide Rebellin, la lettura della sentenza (GONZATO)

Wolfgang Rieke dopo l'ictus si trova in Germania

Rieke lo scorso maggio era stato colpito da un ictus qualche giorno prima della celebrazione della prima udienza del processo istruito nei suoi confronti e il giudice, viste le sue gravi condizioni, aveva revoca gli arresti domiciliari. Attualmente si trova in Germania, ricoverato in ospedale. La moglie, la madre e i tre fratelli di Rebellin sono già stati risarciti dalla compagnia di assicurazione del mezzo pesante. 

I familiari di Davide Rebellin

In aula erano presenti anche la mamma di Davide Rebellin, Brigida Gattere, e il fratello Carlo, accompagnati dal loro legale, l’avvocato Davide Picco, e da Alessio Rossato, il loro consulente personale quale Area manager e responsabile della sede di Vicenza di Studio3A-Valore S.p.A., che ha assistito e seguito fin dall’inizio tutta la famiglia, compresa la moglie Francoise Marie, nell’iter risarcitorio, chiuso da tempo. 

«Siamo moderatamente soddisfatti per l’entità della pena inflitta, considerate le leggi sull’omicidio stradale – ha spiegato Carlo Rebellin attraverso il suo consulente personale – La Procura di Vicenza (in aula c’era anche il Pubblico Ministero titolare del procedimento penale, il dott. Roderich Blattner, ndr) ha svolto un importante lavoro, e l’imputato ha fatto anche otto mesi di carcere, evento molto raro in queste circostanze». «D’altra parte – ha concluso il fratello -, anche se lo avessero condannato a dieci anni il dato di fatto è che Davide non ce l’avrebbe comunque restituito nessuno, non sarebbe tornato indietro». Ed è proprio questa l’unica, amara considerazione della mamma Brigida, che non è voluta entrare nel merito della sentenza, limitandosi a prendere dolorosamente atto che «mio figlio purtroppo l’ho perso per sempre, non c’è più».

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