In fuga

A Desenzano la prima ballerina dell'Opera di Kiev: «Salva grazie a un angelo custode»

Anna Vasilieva, artista ucraina di alto livello, è arrivata sul Garda con i tre figli: è accolta dall’amica e collega Sonia Baccinelli e ora cerca lavoro
la gardesana Sonia Baccinelli e la collega ballerina ucraina Anna Vasilieva
la gardesana Sonia Baccinelli e la collega ballerina ucraina Anna Vasilieva
la gardesana Sonia Baccinelli e la collega ballerina ucraina Anna Vasilieva
la gardesana Sonia Baccinelli e la collega ballerina ucraina Anna Vasilieva

Un’amicizia nata nel 1995 in punta di piedi. Anzi sulle punte, quelle delle scarpette da ballo. Mai mancata, anche se a distanza, e che oggi è diventata la via di salvezza per una madre e i suoi tre figli. La prima ballerina del Teatro dell’Opera di Kiev, Anna Vasilieva, è oggi al sicuro dalle bombe e vive a Desenzano. Ad ospitarla la maestra di danza storica del paese (25 anni di attività) Sonia Baccinelli.

«Le ho subito chiesto di venire qui- racconta - durante il viaggio non l’ho sentita per alcuni giorni: ho temuto il peggio». Erano le 5 del mattino quando Anna Vasilieva è stata svegliata dal suono delle prime bombe nella sua casa a Kiev. «Dopo 2 ore dalla prima esplosione ero in coda davanti alla farmacia ed ho comprato di tutto - racconta Anna - Ho trascorso le prime 3 notti dormendo abbracciata ai miei figli nel corridoio di casa. Temevo infatti che ci colpissero facendo scoppiare le finestre e le pareti esterne. Quando il suono dei kalashnikov era ormai in città ho deciso di scappare. Prima trovando rifugio per una settimana a Bila Cerkva da mia suocera, poi decidendomi ad accettare l’aiuto di Sonia in Italia».

Anna Vasilieva in azione sul palco dell'Opera di Kiev
Anna Vasilieva in azione sul palco dell'Opera di Kiev

Da Desenzano, Sonia Baccinelli era da giorni che invitava l’amica e collega a scappare. Ma se qui era evidente l’imminente pericolo, a Kiev sembrava impossibile lo scoppio di una guerra in Europa nel 2022. Una fuga decisa all’ultimo minuto, prendendo giusto il minimo necessario per un viaggio che ha richiesto 4 giorni solo per passare il confine. Poi c’è la sosta di due notti in Slovacchia negli alloggi per ballerini del teatro di Kosice, quindi un’ultima tappa a Vienna prima di arrivare finalmente a Rivoltella.

«Per tre giorni è stato impossibile sentirsi, ero preoccupatissima. Continuavo a guardare Whatsapp per vedere se si connetteva - spiega Sonia Baccinelli - Anche mia sorella Natascia e mia mamma Anna non hanno avuto dubbi nel decidere di offrirle ospitalità e al suo arrivo, quando ho potuto abbracciarla, tutta la mia famiglia era presente e commossa».

Anna Vasilieva è arrivata con i suoi tre figli: Maksym, Nadia e Artem. I due più grandi sono già sui banchi di scuola a Rivoltella. «A Kiev, oltre a tanti amici, ho lasciato una sorella disabile e mia madre di 74 anni, una donna forte che mai avevo sentito piangere nella vita - racconta Anna Vasileva - Ci sono problemi a reperire cibo e farmaci ed ogni giorno decine di bambini restano orfani. Siamo al sicuro anche se psicologicamente i miei figli sono provati e Sonia è il nostro angelo custode. Sto cercando lavoro, sono in attesa di una risposta da una scuola di danza di Desenzano e oggi avrò un colloquio con l’ex insegnante di Sonia del Laboratorio Danza Verona».

«Il mio supporto ad Anna è a 360 gradi, la vera maratona è quella burocratica - spiega Sonia Baccinelli - Dai documenti d’ospitalità agli invii in questura, dalle vaccinazioni dell’infanzia rimaste a Kiev a quelle anti-Covid. Ciò che più conta è aver evitato ai bambini il trauma della guerra». L’amore per la danza ha vinto l’orrore della guerra, creando un legame indissolubile in punta di piedi.

Silvia Avigo

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