L'intervista

Il ginecologo da 20 mila follower: «Cerco di rispondere a tutti, anche alle domande più assurde»

Dal controllo del sesso del nascituro, al pericolo dei "raggi cosmici": le domande più assurde a cui ha risposto il dottor Papadopoulos
La pagina Instagram del dottor Papadopoulos
La pagina Instagram del dottor Papadopoulos
La pagina Instagram del dottor Papadopoulos
La pagina Instagram del dottor Papadopoulos


Un influencer in corsia. Nikos Papadopoulos, ginecologo all'ospedale di Borgo Trento, usa una parte del suo tempo libero per comunicare attraverso Instagram e divulgare contenuti relativi alla sua specialità. La sua presenza online è utile, efficace, competente e gratuita, cioè non ha lo scopo di promuovere qualche tipo di prodotto o l'attività privata. È doveroso specificarlo.

Sul suo profilo social, il dottore pubblica video per spiegare l'universo della ginecologia e ostetricia, dà consigli e fornisce rassicurazioni in merito a quella che lui chiama simpaticamente «gravidansia», ovvero l'altalena emotiva che può assalire le mamme in attesa.

Qualcuno lo definirebbe un «medinfluencer», parola che si sente pronunciare sempre di più tra gli addetti ai lavori delle professioni sanitarie in riferimento ai medici esperti nella creazione di contenuti digitali volti alla divulgazione scientifica. In realtà, spiega lui, questa attività è nata come un hobby e così viene portata avanti: fai-da-te, durante la pause tra un turno e l'altro. Sono quasi ventimila le persone che seguono il suo profilo, principalmente donne tra i 25 e i 35 anni. D'altra parte i contenuti saranno pure realizzati “homemade“, ma sempre e comunque con rigore scientifico. E il pubblico apprezza, interagisce con lui e gli fa domande.

 

Dottore, cosa le chiedono?
Una delle domande più assurde è come si fa a concepire un bambino di un determinato sesso. C'è chi è convinto che esista il modo di “controllare” se mettere al mondo un figlio maschio o una figlia femmina.

Non le sembra incredibile?
Sul web si trova di tutto e di più, perciò sono contento di fare la mia parte per sfatare qualche mito e luogo comune. Una volta una persona mi ha chiesto se è vero che indossare collane durante la gravidanza può causare la torsione del cordone ombelicale, cioè il suo avvolgimento al collo del bambino. Un'altra cercava di rimanere incinta ed era restia a prendere l'aereo per la paura che i raggi cosmici influenzassero il concepimento.

Risponde a tutto?
Cerco di rispondere a tutto, anche alle domande più assurde. Ogni tanto mi concedo un po' di ironia, ma sono sempre rispettoso. Parto dal presupposto che la gente non è tenuta a sapere tutto. E in ogni caso, è positivo che voglia fare chiarezza rivolgendosi a uno specialista.

Cosa replica a chi le chiede come si fa a concepire una femmina o un maschio?
Parlo della ricerca di una studentessa di ostetricia che ho affiancato durante la preparazione della tesi di laurea. Abbiamo analizzato circa 50mila parti per dimostrare con metodo scientifico come non ci sia alcuna correlazione tra la dieta, o le fasi lunari, e il sesso del nascituro. Come nella comunicazione scientifica, anche in questi casi è fondamentale citare le fonti. Altrimenti la gente rimarrà nel dubbio».

Il suo nome suggerisce origini greche.
Sono nato ad Atene nel 1975 arrivato a Verona nel 1994 per studiare medicina all'università. Qui mi sono laureato e specializzato, ho trovato lavoro e messo su famiglia».

Leggo che ha conseguito un master in medicina materno-fetale. Il suo mondo è la sala parto.
Ho fatto nascere circa cinquemila neonati, 1.500 dei quali con il cesareo. In generale mi occupo di gravidanza e patologie della gravidanza.

Quando ha deciso di dedicarsi anche alla divulgazione?
Per caso, un paio d'anni fa. Un'amica che ha un profilo Instagram molto seguito mi ha chiesto di partecipare a una diretta per rispondere alle domande delle sue follower. Mi sono divertito e ho deciso di lanciarmi, pubblicando i primi video di approfondimento.

Come sceglie gli argomenti?
In base alla utilità. Ma buona parte dei contenuti nasce dalle richieste degli utenti. Per esempio, mi è stato chiesto più volte di trattare il tema della gravidanza durante l'adolescenza. Dal punto di vista fisiologico non cambia nulla, così ho girato un video in cui parlo di come affrontare l'impatto di diventare mamma a 15, 16, 17 anni. Le funzioni di Instagram mi dicono che il nove per cento del mio pubblico è composto da adolescenti.

Si aspettava di ricevere così tanti consensi?
No, assolutamente.

Come se lo spiega?
Credo che i miei contenuti piacciano perché parlano in maniera comprensibile di aspetti anche complicati, ma di interesse comune.

Ha mai pensato di farsi affiancare da un professionista dei social media?
Ho ricevuto varie proposte, ma preferisco rimanere nell'ambito amatoriale. Per me questa attività è una passione, non un lavoro.

Laura Perina

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