Non ha una casa, non ha un lavoro, non ha - per ora - nemmeno un nome («Preferiamo tutelarlo, fino a che non deciderà lui di rendersi riconoscibile»). Ma ha qualcosa che, per Arianna Bongiolo e la sua famiglia, vale molto, molto di più: «Onestà, correttezza, rettitudine». Portando in dote questi valori, sulla sua vecchia bici scalcagnata, uno straniero senza fissa dimora ha vagato per giorni di casa in casa, tra Vicenza e Caldogno, per rintracciare la legittima proprietaria di un portafoglio da lui ritrovato nell’area del parcheggio Cattaneo.
La storia
«Si è presentato lunedì intorno alle 19 a casa di mio padre a Caldogno, dopo aver girato tra Costabissara e Motta un po’ a caso, perché non ha neppure uno smartphone con la connessione, ma solo un vecchio telefonino - racconta Arianna - era zuppo di pioggia, non conosce la zona e non sapeva nemmeno dove andare ma ci teneva a consegnare personalmente il portafoglio». Il portafoglio in questione era stato sottratto ad Arianna lo scorso 7 gennaio, mentre con il suo bimbo nel passeggino camminava lungo viale Verona, poco distante da dove vive con il marito e l’altra figlioletta, Fatima. Proprio il nome della piccola, come si vedrà, è stato il motore che ha azionato il desiderio del pover’uomo di restituire il maltolto alla derubata.
Fatima, nome speciale
Sì perché Arianna, come denunciato ai carabinieri, è stata vittima di un furto, ad opera di un soggetto ancora ignoto, ma che è stato immortalato anche dalle telecamere di una tabaccheria, dove ha utilizzato il bancomat della ragazza. L’individuo, su cui si stanno concentrando le indagini degli inquirenti, avrebbe approfittato di un momento di distrazione della donna quella sera del 7 gennaio per aprirle lo zainetto ed estrarre il borsello. Speso il denaro e prese le carte, il taccuino sarebbe poi stato abbandonato nel parking Cattaneo, dove il senzatetto lo ha recuperato.
All’interno, oltre ad un vecchio documento di Arianna con l’indirizzo di residenza dei genitori a Caldogno, c’era anche il riferimento alla sua bimba, Fatima. Un nome musulmano, come lo sono le origini dell’integerrimo homeless.
Il quale, come assicura la vicentina, «ha preso la riconsegna del mio portafoglio come una missione perché, mi spiegava, ha letto il nome straniero di mia figlia e si è sentito a casa».
E così, inforcata la bicicletta, l’uomo ha macinato chilometri, al freddo e sotto l’acqua, senza una meta precisa, non potendo disporre di un navigatore o di un segnale satellitare, visto che possiede solo un antiquato Nokia 3310, privo di accesso ad internet.
Tre giorni di pellegrinaggio fino a raggiungere, l’altra sera, la casa dei familiari di Bongiolo, a Caldogno. Ad aprirgli, sotto il diluvio di lunedì, il papà di Arianna, arrivata anche lei dopo qualche minuto. Incredula, è così tornata in possesso del portafoglio, tentando naturalmente di sdebitarsi.
«Non voleva nulla e abbiamo dovuto insistere parecchio, alla fine ha accettato cinquanta euro con i quali, ci ha detto, avrebbe ricaricato il telefono e mangiato qualcosa di caldo», confida Arianna. L’uomo, infatti, non ha mezzi di sussistenza e dorme all’addiaccio.
Il senzatetto
Di lui si sa poco altro: è di mezz’età e parla bene l'italiano («credo sia in Italia da parecchio»). Arianna non vuole rivelare altri elementi, fino a quando non sarà il diretto interessato a dare l’ok.
Questo anche per proteggerlo e per evitargli problemi con altri membri della comunità di vagabondi con cui dividerebbe le gelide notti vicentine, in centro storico. «Contiamo di andare a trovarlo e di aiutarlo, anche se è lui per primo a volerci aiutare ancora, perché ci ha detto che ci darà una mano a risalire all’autore del furto». Intanto, la storia ha già fatto il giro dei social, raccogliendo migliaia di like e decine di commenti, inteneriti e riconoscenti («Ha il cuore buono quel signore, spero abbia un po’ di serenità», scrive qualcuno; «Chi non ha nulla ha sempre tanto da dare, in termini umani», osserva qualcun altro).
Di certo, questa favola a lieto fine ha commosso Arianna e la sua famiglia: «Sono davvero grata a questa persona che, nonostante ogni giorno passi inosservata tra la nostra indifferenza, ha dimostrato un'immensa umanità, rendendosi protagonista di un gesto di grandissima gentilezza».