Il presidente del tribunale collegiale, Filippo Lagrasta, con un provvedimento emesso ieri ha revocato «la misura degli arresti domiciliari attualmente in esecuzione nei confronti di Wolfgang Rieke», disponendo la sua «immediata liberazione».
Rieke, 64 anni, è il camionista tedesco a processo con l'accusa di avere travolto e ucciso Davide Rebellin dandosi poi alla fuga senza prestare soccorso al ciclista. La decisione del tribunale è arrivata dal momento che il 64enne dal mese scorso si trova in gravi condizioni di salute dopo essere stato colpito da un ictus qualche giorno prima della celebrazione della prima udienza del processo istruito nei suoi confronti, dopo il rigetto dell'istanza di patteggiamento presentata dai suoi legali - gli avvocati Enrico Ambrosetti e Andrea Nardin - che aveva trovato l'avallo del pubblico ministero Hans Roderich Blattner, titolare dell'inchiesta sul drammatico incidente avvenuto nel novembre di due anni fa.
Il giudice Lagrasta ha motivato l'ordinanza con cui ha revocato i domiciliari a Rieke in conseguenza della serietà delle sue condizioni fisiche «determinate dalla patologia ischemica» e per l'attuale evoluzione della malattia «che richiede un'assistenza continuativa». Di conseguenza, aggiunge il giudice, «le esigenze di cura dell'imputato appaiono incompatibili con il permanere delle limitazioni collegate all'esecuzione della misura cautelare in atto». E ancora: «Dallo stato di salute descritto dai medici curanti - recita l'ordinanza - discende un superamento delle esigenze cautelari originariamente riscontrate in relazione al rischio di reiterazione del reato, che non risulta più concreto e attuale, poiché l'imputato è incapace di deambulare in modo autonomo... e di conseguenza non appare assolutamente in grado di porsi alla guida di alcun autoveicolo».
Lo scorso 27 maggio, dopo avere appreso del malore che aveva colto Rieke, l'udienza dibattimentale calendarizzata era stata rinviata al prossimo 24 giugno. Adesso il camionista, dopo la decisione del collegio, presa a seguito della richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali, potrà tornare a casa, dai suoi parenti, in Germania.